Fede e miracoli

LA FEDE ED I MIRACOLI Io credo che il Papa Benedetto XVI, non sia molto propenso a credere nei miracoli! E' un intelligente e fine teologo e, proprio per questo, non dovrebbe credere molto in queste strane ma- nifestazioni della sospensione delle leggi naturali per ....
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per che cosa? Pochi mesi dopo la sua elezione ha dichiarato (cito a memoria): "Non aspettiamoci da Dio altre manifestazioni della Sua presen- za!".
Ecco! Che cosa significa ciò? Significa che dio non ha più alcun bisogno di ricorrere a miracoli per dimostrare la sua esi- stenza.
I miracoli avevano un senso nei tempi della predicazione di Gesù Cristo perché dovevano servire a dimostrare alle genti la sua natura umano-divina.
Nel contempo dovevano anche ser- vire a guarire (ma sempre nell'ambito della dimostrazione del- la sua doppia natura) le persone afflitte da gravi malattie che credevano in lui.
Oggi, superata quella fase storica, col cristianesimo ormai af- fermato in ogni parte del modo, che senso hanno i "miracoli"? Esistono due tipi di "fede": quella emotivo-popolare e quella razionale.
La prima 'deve' credere nelle manifestazioni miraco- listiche poiché è da queste che trae il suo alimento quotidiano.
Se venissero a mancare probabilmente crollerebbe! Solo così si spiega come durante il corso di tutti i venti secoli passati si sia assistito a centinaia di "visioni" di Madonne in ogni parte del mondo, a guarigioni avvenute al di fuori di ogni logica, a feno- meni 'inspiegabili' che hanno sovvertito tutte le 'leggi di natura'!.
La seconda, la razionale, non ha bisogno di miracoli per soprav- vivere.
Sopravvive solo grazie al 'ragionamento', alla razionalità, per l'appunto.
Essa trae origine dal razionalismo cartesiano post rinascimentale.
La nota dimostrazione razionale di Renato Cartesio sull'esisten- za di dio rappresenta (a mio parere) la base di partenza di tutto il sistema filosofico razionale e fideistico dei secoli futuri.
Sistema filosofico che, con Leibniz, approderà miseramente nel dogmatismo (ma questo è un altro discorso).
La dimostrazione razionale dell'esistenza di dio fa un po' sorride- re, oggi, perché vuol dimostrare, con una petizione di principio, ciò che dimostrabile non è! L'uomo è un essere 'finito' mentre Dio è un essere 'infinito'! L'uomo sa, è cosciente, di essere 'finito'.
Com'è possibile che un es- sere 'finito' abbia coscienza di esserlo se non ne fosse stato informato da un essere 'infinito' (da Dio).
Ecco la dimostrazione del- l'esistenza di Dio! Fa un po' sorridere, vero, la "dimostrazione" [...]

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