Federation Cup

L'orgoglio USA demolisce la Russia IL GIGANTE D'ARGILLA Non basta la Dementieva - Decisivo il doppio Finale Stati Uniti-Italia in novembre Dunque andremo in America e non in Russia.
A fine stagione, in novembre, gli Stati Uniti dei miracoli ci ospiteranno per la finale della Federation Cup nel replay di quella che si disputò a Reggio Calabria l’anno scorso.
La squadra di Mary Joe Fernandez, che quanto ad orgoglio non è certo seconda a nessuna, ha battuto in Alabama la favorita Russia per 3-2, ammortizzando le due vittorie ospiti di Elena Dementieva con la conquista degli altri due singolari (a nulla è valso cambiare per Tarpishev, in quanto sia Kudryavtseva che Makarova hanno perso).
Sul 2-2, era facile prevedere che due ottime doppiste come la naturalizzata Liezel Huber e Bethanie Mattek-Sands (nella foto) avrebbero fatto un sol boccone delle russe.
Così è stato e adesso l’Italia avrà sei mesi per preparare una sfida dal pronostico, al momento, impossibile.
Impossibile perché non si sa mai se le Williams (entrambe o anche una sola) saranno della partita, dato che la loro presenza o meno sposta gli equilibri; impossibile perché gli Stati Uniti hanno già compiuto mezzi-miracoli anche senza le sorelle e quindi sono temibili a prescindere; impossibile perché non abbiano la sfera di cristallo e non possiamo sapere in quali condizioni le nostre ragazze arriveranno a novembre.
Gli Stati Uniti sceglieranno sede e superficie e non mancano certo le varianti, ma possiamo stare certi che eviteranno la terra rossa.
Comunque, questa Fed Cup ha rimarcato la crisi della Russia, che tra infortuni e defezioni non è stata in grado di mettere in campo una formazione accettabile, e la forza complessiva del nostro movimento.
Oltre alle quattro semifinaliste, giocheranno il World Group 2011 anche Belgio, Francia, Slovacchia e Australia.
Quest’ultima, spinta dalla grande condizione della Stosur, ha travolto l’Ucraina a domicilio; il Belgio ha dovuto affidarsi alla più giovane delle sue tre campionesse (Yanina Wickmayer) perché sia Clijsters (che comunque ha fatto un punto) che Henin (infortunata a una mano ma costretta a giocare contro la Kanepi, da cui ha perso) erano a mezzo servizio.
Si sapeva che tra Germania e Francia ci sarebbe stato equilibrio così come era prevedibile che la Serbia orfana della Ivanovic avrebbe sofferto contro la Slovacchia.
Le transalpine si sono imposte grazie alla premiata ditta “Co-Co” in doppio (Coin-Cornet) mentre a Belgrado si ricorderanno per un pezzo della fiammata di Daniela Hantuchova [...]

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