Federico II di Svevia, Scuola Siciliana, Dante Alighieri

 Tutti ricordano Dante Alighieri come il padre della lingua italiana, dimnenticamdo che nella prima parte del 13° secolo Federico II di Svevia, a Palermo, istitui alla sua corte una scuola poetica ispirata ai modelli provenzali,la cui produzione era in volgare siciliano.
Fu chiamata "Scuola siciliana".
Ad essa fecero parte Cielo (o Clullo) dd'Alcamo, Giacomo da Lentini, Giovanni di Brienne ed altri.
Dante Alighieri, alla fine del 13° secolo, scrisse n volgare fiorentino la "Commedia", che successivamente diovenne lingua ufficiale.
Che gli albori della lingua italiana si manifestarono alla "Scuola siciliana", lo riconobbe lo staesso Dante, il quale considerava il volgare siciliano "lingua illustre".
Il Dolce Stil Novo fu una scuola poetica che nacque a Bologna fra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento.
IIl termine fu ricavato dal 24° canto del Purgatorio di Dante nel quale parla proprio di una nuova poetica letteraria che ebbe la sua massima fioritura nella Firenze del 1300.
I maggiori rappresentanti del "dolce stil novo" furono, Giudo Cavalccanti, Giudo Guinizzelli e lo stesso Dante.
Il siciliano, secondo Dante Alighieri, una lingua illustre.
 

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