Federico La Sala, Società arcaica,nevrosi ossessiva e fascismo

(www.ildialogo.org/filosofia, Giovedì, 19 febbraio 2004) SOCIETA' ARCAICA, NEVROSI OSSESSIVA E FASCISMO Un contributo di Elvio Fachinelli (La freccia ferma.
Tre tentativi di annullare il tempo, Milano, L'erba voglio, 1979) per capire meglio il vecchio e il nuovo fascismo - il berlusconismo...
e l 'ideologia americana della fine della storia.
Recensione (BELFAGOR, 3, 1980, pp.
363-365) di Federico La Sala Anomala' e tuttavia oltremodo interessante è questa recente ricerca di Fachinelli.
Essa nasce "all'interno dell'esperienza psicoanalitica, come effetto primo della sorpresa" (p.
7) di trovarsi di fronte a un uomo (nevrotico ossessivo) che annulla il tempo, ma giunge, poi, - allargandosi e quasi capovolgendosi- a toccare altri problemi (p.
7), specificamente storico-antropologici (il fascismo, le società arcaiche, ecc.).
La ragione di questo tipo di sviluppo è dovuto non tanto alla logica stessa dei problemi posti dall'analisi, quanto al fatto che l'esperienza del trovarsi di fronte a "un comportamento del tutto insolito nei confronti del tempo" (p.
135) ha scosso e sorpreso, svegliando l'uno e l'altro da un sonno dommatico, più l'intellettuale che lo psicoanalista: non a caso quest'ultimo pone in secondo ordine e si riserva di affrontare in un prossimo lavoro la questione - tra l'altro ritenuta centrale per la psicoanalisi stessa - del tempo dell'analisi e nell'analisi (pp.
7-8).
Ma perché la sorpresa, e perché l'esigenza di una tal risposta? II motivo è storico: l'irruzione sulla scena del presente di un agire strano nel tempo e sul tempo ha riposto all'intellettuale i non risolti problemi di quella crisi che investì (e investe tuttora, dato che ancora non si è data una risposta esaustiva - il dibattito sulla crisi della razionalità ha qui le sue profonde radici) la cultura europea di fronte all'affermarsi dell'ininterpretabile fascismo (p.
110), che fu proprio sì una parentesi, - spiega Fachinelli, restituendo cosi a Croce parte delle sue ragioni, - ma lo fu come "un modo di funzionare della storia, radicalmente diverso da ciò che si era conosciuto fino allora" (p.
110), e, totalmente dirompente nei confronti delle formalizzazioni ideologiche esistenti ("la Storia delle 'magnifiche sorti e progressive'", p.
150).
Inoltre, gli stessi esiti 'autocritici' ("le esperienze di questo secolo ci hanno costretto ad aprire g1i occhi", p.
150) sulla Storia intesa come "flusso irreversibile, come totalizzazione, a senso unico in cui si riassorbono tutti i processi precedenti" (pp.
149-150), o, più in generale, su un [...]

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