Felici nella menzogna...

Se hai il coraggio e l'ardimento di porre una domanda, devi averlo anche per ricevere la risposta, qualunque essa sia.
Sembra un concetto così pulito, lineare, terso, persino scontato, eppure metterlo in pratica è assolutamente ciò che di più arduo si possa volere da noi stessi; le domande fioriscono dentro di noi con una tale semplicità, disinvoltura ed una elementarietà quasi puerile; le poniamo nella stessa maniera in cui nascono e nello stesso tempo in cui le pensiamo, ma non siamo quasi mai pronti per le risposte.
La nostra mente ci inganna su quest'ultime.
Insieme ai quesiti essa ci offre anche risposte  preconfezionate, pronte all'uso; ci dona per così dire una specie di panacea ingannevole, un'aspettativa precostituita, una specie di raggiro intellettuale; le risposte effettive, quelle reali, non sono mai nemmeno lontanamente simili a ciò.
Nessuno è pronto per le risposte, quasi mai.
Raramente esse corrispondono ai nostri desiderii, ai nostri sentimenti, a ciò che l'Anima anela sentirsi dire; ciò avviene in amore, avviene in amicizia, avviene in ogni più piccola sfumatura affettiva; se domandiamo "innocentemente" "Mi trovi bella?" , non è certo per sentirci rispondere la vera verità, ma bensì per ricercare una conferma, per avere un appiglio, per sentirci egoisticamente protagonisti, perchè in realtà la risposta a quella domanda già la conosciamo, ma non accettiamo a priori la sua verità; allora furbamente aggiriamo l'ostacolo, ponendo con aria innocente la domanda a chi non può che rispondere affermativamente: "Si, ti trovo molto bella".
Felici nella menzogna.

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