Felpe, selfie e twitting: l'Italia dei cialtroni

Che il teorema di Matteo Salvini, basato soprattutto sull’idiosincrasia di un popolo maltrattato e impoverito dalle istituzioni, nei confronti di un’immigrazione coatta e senza alcuna effettiva programmazione e limitazione, avesse alcune giuste argomentazioni, non è un segreto.
Che poi lui la trasformasse nella base “iconoclasta, con forti accenti razzisti”, atta a reggere un intero programma elettorale, questo è un altro paio di maniche, visto che il Paese non ha certo questo problema come principale fonte delle sue magagne, in cima c’è la forte caratterizzazione trasformista e lassista (per non dire corruttiva) di un Governo, retto da un branco di improvvisatori, di cui il principale è Matteo Renzi.
E non è un caso che il regime, che sa bene quanto il discorso immigrati ( e “rom”) sia positivamente incernierato nello sviluppo letale e criminale del sottogoverno economico del sistema cooperativo di ogni colore, abbia voluto applicare, durante la campagna elettorale e anche da prima, la massima di Sun Tzu, sull’ “arte della guerra”: il nemico del mio nemico è mio amico.
Il “regime”, poiché è tale ormai, non teme l’aggregazione “neo-nazista” di un popolo che per metà ha sangue ebreo nelle vene, né reazioni troppo violente contro gli zingari, che da mille anni percorrono il Paese facendo da sempre i propri comodi, mescolati  a bella posta, ai diseredati: se avesse voluto ricorrere alla discriminazione più aggressiva la gente lo avrebbe già fatto da tempo, perché di “perle” di comportamento rom ne son piene le cronache.
In realtà il nemico pubblico numero uno è il M5S, che, nonostante la discriminazione e le menzogne mediatiche, non si scolla dal suo 20-22%, e se dei voti ha perduto non li ha ceduti certo a Salvini, ma al partito dell’astensione.
Ecco spiegata, allora, la fitta, soffocante presenza delle “felpe” in ogni spigolo salottiero delle Tv, in ogni ambito ristretto dei talk-show di colore rosso o bianco; ma anche il “seppuko” compiuto dalla destra italiana, accorsa con tutte le sue schiere “nazionali” tra le fila di chi il concetto di nazione neppure la concepisce, disintegrandosi definitivamente a caccia di rom! Perché la speranza era che gli “scontenti”, i “diseredati”, disoccupati, esodati, pensionati, le vittime dell’usura bancaria e fiscale, tutti si precipitassero addosso agli immigrati o si mettessero alla guida delle ruspe, pur di tagliare il consenso a Grillo! E Renzi, per primo, che segretamente fa il tipo per le felpe, è caduto [...]

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