Femminile singolare

Sabato sera in macchina.
Sempre in ritardo, sempre...
ma porca miseria...
perchè son così cronica? I miei amici son arrivati a darsi appuntamento 15 minuti più tardi di quello che dicono a me, roba da matti.
Son cronica, lo so...
Radio a palla per ingannare l'attesa, passando frenetica da una stazione all'altra.
E trovo questa canzone di Vasco: Ti sei accorta di me quasi per caso quasi per caso hai deciso poi di commettere un piccolo peccato.
E quando sei riuscita a farmi cadere con la tua logica di calze nere ti sei voluta prender gioco di me ti sei voluta divertire.
Ed hai voluto vedere fino a che punto potevi arrivare fino a che punto mi potevi umiliare fino a che punto mi avresti potuto anche cambiare.
E sei riuscita a farmi credere che tu fossi pulita mentre in realtà giocavi solamente spero che ti sia divertita.
Certo è un peccato però sai allora ero puro allora forse avrei potuto anche amarti davvero.
E adesso invece non ci credo più non credo più a niente e la mia vita non la rischio più per nessuno e per niente.
Certo eri brava però tu sai a fare l'amore sembravi nata per farlo ricordo bene ricordo bene ricordo bene...
Ed ecco.
Ho pensato che se fosse stata fatta al femminile, descriverebbe come uno specchio quel che provo io ora.
Come se avessi potuto scriverla io, anche ad occhi chiusi.
L'angoscia mi ha assalita.
No, non l'angoscia, ma un sentimento peggiore: tristezza.
Per fortuna che, appena arrivata al luogo dell'appuntamento col muso lungo, sono stata travolta da quei pazzi dei miei amici.
E via, di corsa verso il luogo prescelto per abbuffarsi! "Stasera niente pizza, tutti a mangiare la torta al testo!""Cavoli, leggero..." "E piantala co'sta dieta!!" "Vabbè..." "E sorridi, cavoli!!! Sorrido, sorrido.
Sono fortunata, lo so.
Nella mia immensa sfiga, son fortunata...

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