Fermato baby ladro, riportato dai rom

Il caso 04 luglio 2008 Fermato baby ladro, riportato dai rom Il bambino doveva finire nel centro sicuro del Comune — approdo per i minori che viaggiano senza meta in città per rubare o per elemosinare — ma invece è stato rispedito al punto di partenza, in quel pugno di baracche in legno e lamiera in via Lucchese che proprio ieri è stato raso al suolo dalle ruspe È stato sorpreso a rubare in un negozio, fermato dalla polizia e poi riaccompagnato nella baraccopoli dei disperati.
Libero come il vento, con i suoi tredici anni presunti, la vita sbandata e l'arte della sopravvivenza.
Perché il piccolo rom non sia stato tolto dalla strada è un mistero.
Qualche meccanismo dell'ingranaggio non ha funzionato.
Il bambino doveva finire nel centro sicuro del Comune — approdo per i minori che viaggiano senza meta in città per rubare o per elemosinare — ma invece è stato rispedito al punto di partenza, in quel pugno di baracche in legno e lamiera in via Lucchese che proprio ieri è stato raso al suolo dalle ruspe.
È stato affidato ad alcuni parenti in attesa di identificare i genitori rimasti fino ad oggi fantasmi.
Tutto inizia alle 12.40 di mercoledì, quando alla centrale della polizia arriva una telefonata da un negozio di scarpe in via Nazionale, zona ad alta densità di nomadi.
Un bambino è riuscito a intrufolarsi nel retro e a mettere in tasca 516 euro.
Qualcuno lo vede e dà l'allarme.
Il vigilante lo blocca e chiama il 113.
Arrivano i poliziotti, cercano di identificare il bambino ma lui non ha documenti e non parla italiano.
Dice il suo nome, che risulta nuovo ai terminali delle forze dell'ordine.
Per sapere quanti anni ha bisogna ricorrere ai rilievi antropometrici: in ospedale dicono che l'età presunta del bambino è tredici anni.
Che cosa sia accaduto dopo è ancora da chiarire.
I poliziotti avrebbero telefonato al centro sicuro ma avrebbero avuto risposta negativa perché «non c'erano posti disponibili ».
NESSUN POSTO DISPONIBILE.
Ma l'assessore alle politiche minorili di Palazzo Vecchio Daniela Lastri replica che non c'è mai stata alcuna chiamata all'ufficio minori del Comune che si occupa del coordinamento di tutte le strutture: «Se avessimo ricevuto la segnalazione avremmo preso in carico il minore perché i posti ci sono.
E anche nei casi in cui non ci sia disponibilità ci attiviamo per cercare una sistemazione fuori Firenze.
Forse in questo caso sono stati contattati direttamente alcuni singoli centri che non avevano posto».
I poliziotti, non sapendo cosa fare, telefonano alla procura dei minori [...]

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