Ferrari brevetta un nuovo motore ibrido per la Dino

Motori ibridi e conoscenze sviluppate in Formula 1.
La Ferrari prende spunto dalle innovazioni introdotte nella più importante competizione per monoposto per brevettare un motore ibrido pronto ad essere “accolto” non solo dai modelli prodotti dalla casa di Maranello, ma anche di quelli a marchio Alfa Romeo e Maserati.
Lo scorso gennaio, la Ferrari ha infatti depositato un brevetto presso l’ufficio europeo per rivoluzionare il mondo dell’ibrido.
Si tratta di un propulsore sovralimentato, che si serve di turbocompressore elettrico.
La paternità di questo brevetto è di Fabrizio Favaretto, responsabile per Ferrari delle architetture ibride e delle architetture a motore posteriore dopo aver fatto parte del team di Formula 1 nel reparto componentistica.
A rendere particolare questa unita a quattro cilindri con turbocompressore è il posizionamento in due punti differenti della turbina e del compressore, che non risultano più collegati dall’alberino su cuscinetti.
Con questa innovazione, si consente un’ottimizzazione di entrambe le componenti: la turbina, infatti, si serve dell’energia cinetica prodotta dalla rotazione dei gas di scarico e trasformata in energia elettrica all’interno di un pacco batterie e si collega al compressore, che ha il compito di produrre la sovralimentazione all’interno del condotto di aspirazione.
La “lontananza” di turbina e compressore rende inutile la presenza del turbo lag, giustificato in precedenza dai tempi necessari all’attivazione di girante e compressore da parte dei gas di scarico.
Con questo nuovo assetto brevettato da Ferrari è invece un motorino elettrico a far azionare il compressore, rendendo più funzionale l’intero motore.
Al motore ibrido brevettato da Ferrari può essere aggiunto un altro dispositivo elettrico alimentato dal medesimo pacco batterie e in grado di ricevere energia dalla turbina.
Questo motogeneratore è reversibile e sviluppa potenza, condizione preferibile per migliorare il funzionamento del propulsore a 4 cilindri turbo targato Ferrari.
Il brevetto depositato lo scorso gennaio prende spunto dalle cosiddette power unit, necessarie in Formula 1 per migliorare il funzionamento del turbocompressore e immettere nuova energia all’interno dello stesso motore.
Poiché la nuova idea di casa Ferrari nasce da un frazionamento insolito che difficilmente è stato visto a Maranello, gli esperti suppongono che l’utilizzo del brevetto possa essere molteplice: la nascita di un nuovo propulsore elettrico per il progetto della Ferrari Dino [...]

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