Ferro battuto (terzo capitolo)

Ferro battuto (terzo capitolo)   Come colui che , abituato a percorrere ogni giorno la medesima strada, vi appoggia passi sicuri uno dietro l'altro,  Ruggero non si chiede quanta  felicità  possa riservagli quel tragitto.
Quanta in più di quella che ha già conosciuto.
Una moglie, un figlio, un posto di lavoro.  Pensa alla moglie Margherita che ama e al figlio Marco ormai ventenne e pensa al suo tranquillo impiego in ospedale.
Quando poi gli risulta chiaro che non si è mai spento il fuoco del carbone che arde sotto la cenere della vecchia fucina di quando era bambino, Ruggero dalla strada che percorre inizia a volgere lo sguardo al sentiero inesplorato che si apre lungo il tragitto.
Non ha certezza, Ruggero, che il tratturo tra le fronde sia poi davvero percorribile.
Avventurarvisi, forse potrebbe cambiare completamente la visuale che egli ha della sua stessa vita.  Forse Ruggero ha anche paura che tutto quello che ha avuto fino a quei giorni, visto  con occhi diversi, non gli sarebbe più bastato.
Dentro di se ha già deciso, abbandonerà il posto in ospedale e aprirà  un'officina per la lavorazione del ferro battuto.
Potrebbe sembrare la bella storia del coronamento di sogni legati all'infanzia, la storia di un uomo che finalmente ha trovato la sua strada.
Ruggero, però,  si porta dietro il retrogusto amaro di un germe che potrebbe sconvolgergli la vita, aldilà della sua stessa volontà.
C'è sempre un prezzo da pagare, quando si compiono scelte fondamentali e queste scelte hanno sempre delle implicazioni molto profonde.
Questo il suo timore, nel gettare alle ortiche la sua divisa da infermiere.
 Il compiere una svolta cosi radicale nella propria esistenza, offre a Ruggero una diversa visuale su quello che ha avuto fino ad allora e gli cambia carattere e modo di pensare.
Non lo dice a nessuno, forse non lo dice neppure a se stesso.
Ma se adesso si accorge di avere imboccato la sua strada, il pensiero di essere stato per tanti anni completamente fuori rotta, si insinua in lui e non lo fa dormire.
C'è da giurarci, prima o poi darà la colpa a qualcuno di tutto questo.
Soffrirà e farà soffrire.
Comunque il talento di Ruggero è prodigioso.
Riceve i disegni che l'amico Martino gli passa senza stare neanche tanto a particolareggiare e il ferro nelle sue mani acquista una storia.
Una vita propria.  In pochi anni Ruggero diviene una leggenda vivente, si conquista la fama di artista geniale.  Passa le giornate e anche le notti rinchiuso nella sua bottega  con la sola compagnia della fucina sempre ardente e [...]

Leggi tutto l'articolo