Festa o non festa

Quando ho saputo che c'era una festa del dipendente regionale mi sono chiesto con quale coraggio che cosa dovremmo di questi tempi festeggiare.
/ Proprio ci manca, che ci vogliono bene, con quello che dicono nei nostri confronti, considerati privilegiati, gran fannulloni, incompetenti e tanto coglioni.
 / Andiamo in giro un po vergognandoci di questa nostra professione, e se lo sanno mica ci credono che lavoriamo con devozione.
/ Anzi ci prendono per imbecilli, che siamo gli unici a lavorare, senza contare che tanta gente fa il proprio dovere e non si sa niente.
/ Non è colpa nostra se questa macchina è arrugginita dalla burocrazia, noi siamo bloccati, non facciamo carriera, la condizione ci rende frustrati.
/ E allora penso che questa festa potrebbe servire per far conoscere che noi regionali non siamo diversi siam gente comune con qualche ambizione.
 / Abbiamo dei sogni, abbiamo famiglie, vorremmo le cose che andassero meglio, curiamo passioni, proviamo piacere, se liberiamo le aspirazioni.
 / La festa non serve per cantare o ballare per leggere rime od esporre colori ma a far vedere che nel pubblico impiego c'è gente che conta e non solo coglioni.
   

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