Filicudi, la "Mehari" del giornalista ucciso a Napoli era stata venduta nell'isola delle Eolie

Staffetta della legalità a bordo della Mehari verde di Siani.
La stessa auto a bordo della quale la camorra freddò 28 anni fa il giornalista de Il Mattino.
Su facebook, la notizia che di quell'auto la famiglia di Giancarlo Siani perse le tracce dopo l'agguato, venduta su commissione della famiglia, da un amico del cronista.
È Paolo, il fratello di Giancarlo a parlarne.
A ritrovare la Mehari e a riportarla a Napoli nel 2009 fu Michele Caiazzo, allora consigliere regionale per la Campania.
«La macchina ci fu restituita dalla Questura alcune settimane dopo l`agguato.
Non volevo neppure vederla.
Chiesi ad un amico di venderla e ne persi le tracce.
Nel 2009 pochi giorni prima che Marco Risi iniziasse le riprese di Fort Apache mi chiama Michele Caiazzo, consigliere regionale.
Mi dice: ho l`auto di Giancarlo.
Mi spiega che un suo amico di Filicudi gli aveva rivelato di aver comprato quella Mehari.
Caiazzo mi dice anche di avere insistito, con successo, affinchè il suo amico gliela cedesse.
Metto dunque in contatto Risi e Caiazzo: l`auto di mio fratello torna sulla scena, nel film.
Prima, però, è stato necessario ridipingerla di verde.
Era infatti diventata fucsia.
È stato proprio Michele Caiazzo, poi, a suggerirmi di trasformare la Mehari in un`opera d`arte» racconta Paolo Siani.

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