Filosofia Della Musica In Adorno - Musica E Dominio

Arte e mercatoLa critica di Pasqualotto alla dialettica negativa è intesa a colpire, oltre all’aspetto specificamente filosofico, anche l’elemento etico del pensiero di Adorno.
L’argomento fondamentale (se così lo si può chiamare) di questa posizione è espresso nel ripetuto descrivere come ‘illusione’ la possibilità per il singolo di sottrarsi al dominio sociale.
In particolare, Adorno si ingannerebbe "sulla possibilità, per la filosofia e per l’arte, di ‘testimoniare’ la presenza di qualcosa che non si è ancora piegato al Wille zur Macht, di un ‘negativo’ sopravvissuto all’integrazione, esterno ai conflitti di ‘potenze’, di interessi"(1).
Nel capitolo precedente si è gia mostrato come il critico si basi in realtà su una concezione del rapporto singolarità-totalità diversa da quella del filosofo: se per quest’ultimo il suddetto rapporto è fondato su una dialettica di integrazione e antagonismo, per il primo la realtà del dominio non lascia scampo, e la stessa possibilità di un ‘negativo’ non integrato è contraddittoria, utopistica e quindi inutile.
Coerentemente con questa posizione, ogni singola manifestazione umana è comprensibile solo in funzione della sua integrazione nel sistema.
Assicurando che spontaneità, individualità e soggettività non hanno alcun valore autonomo nel mondo concepito come dominio, Pasqualotto si spinge forse un po’ troppo in là nell’affermare che "l’arte ‘negativa’ vende più di quella ‘positiva’, anzi: vende perchè è negativa"(2).Qualunque lettore di Adorno troverà quest’affermazione per lo meno sconcertante.
Simili considerazioni sulla cosiddetta ‘arte negativa’, per quanto evidentemente assunte come mero esempio dell’inevitabilità del sistema, sono per vari motivi foriere di gravi fraintendimenti (o di intendimenti molto superficiali) dell’estetica di Adorno.
Prima di passare ad un esame in media res del pensiero musicale di Adorno, che è l’oggetto di questa sezione della dissertazione, vorrei esporre brevemente i punti critici dell’affermazione sopracitata.In primo luogo viene proposta, in relazione all’efficacia commerciale, una divisione tra arte positiva e arte negativa che non ha corrispettivi in Adorno; ma se con una certa approssimazione si conducono queste due categorie a quelle (pur generiche e imprecise se considerate ‘assolute’) di avanguardia e tradizione, il commento di Pasqualotto è palesemente falso: Webern non ‘vende’ (sarebbe meglio dire ‘non è apprezzato dal pubblico’) più di [...]

Leggi tutto l'articolo