Finalmente qualcuno contro la "soddisfazione del cliente" a scuola

Era ora.
Finalmente qualcuno dice ciò che andava detto da tempo: la customer satisfaction del cliente/allievo sugli insegnanti è una emerita castroneria.
Ho trovato molto interessante, a questo riguardo, un intervento di Giorgio Israel sul suo blog.
Dice il professore che i questionari di soddisfazione compilati dagli allievi  "(...) possono esser utili se si tratta di sondare i pareri di studenti e famiglie circa le strutture scolastiche (aule, gabinetti), l’efficienza dell’amministrazione e l’organizzazione delle gite scolastiche o delle altre (sempre troppe) iniziative “culturali” annesse ai POF (piani di offerta formativa).
Ma sul resto – che poi rappresenta la vera sostanza della funzione della scuola – la “customer satisfaction” non dovrebbe neppure mettere il naso".
E spiega il perchè: "Anche uno sprovveduto dovrebbe capire che la cosa non funziona affatto, per il semplice motivo che la cultura e la conoscenza non sono prodotti e servizi e nell’istruzione l’interesse sociale e nazionale deve imporsi sugli interessi specifici. (...) Pertanto, la “customer satisfaction” applicata non ai gabinetti ma alla conoscenza è fonte di colossale inefficienza e di degrado".
E conclude la trattazione dell'argomento affermando :"Discutiamo allora di cosa sia essenziale per una formazione seria lasciando da parte la “customer satisfaction” e i gusti dell'utenza”.
Finalmente trionfa la serietà e sprofondano nel ridicolo le facili ricette dei presunti esperti che vogliono affossare la scuola.
 

Leggi tutto l'articolo