Finalmente si restaura la chiesa di San Leonardo

  Finalmente una buona notizia per il patrimonio immobiliare ecclesiastico, fortemente decimato, come emblematicamente raccontano le vicende del convento dei cappuccini.
Finalmente cominciano i lavori di restauro della veneranda chiesa di San Leonardo, martoriata nel corso dei secoli.
Il restauro è stato reso possibile da un lascito che ha consentito il recupero di una buona parte dei quattrini necessari.
Il resto dovrebbe arrivare dai proventi del cinque per mille.
            La chiesa è una delle più antiche di Corleone.
Sorgeva ad un chilometro dal nucleo cittadino e dalla principale porta di accesso alla città, quella detta delle Boucherie, che era il terminale dello stradone per Palermo.
Era al centro del vecchio borgo fuori le mura, vicina ai fondaci, le stazioni di ristoro e di pernottamento di viaggiatori e carrettieri.
            Ma la chiesa è antecedente anche alle mura e a questa descrizione del medio evo più tardo.
Anche se non si conosce con precisione la data di costruzione, è certo che la sua realizzazione risale almeno all’ultimo mezzo secolo del Duecento, pure se è possibile una successiva ristrutturazione.
            Agli inizi del Trecento la chiesa esisteva certamente.
Ce ne dà notizia padre Bonaventura Attardi, storico dell’ordine agostiniano, nel 1741.
La storia della chiesa è infatti strettamente legata a quella degli agostiniani in paese.
            I frati erano arrivati a Corleone probabilmente con il ritorno della politica favorevole alla croce e alla Chiesa di Roma, dopo la definitiva cacciata degli ultimi Saraceni che sui monti dell’interno si erano asserragliati per l’estrema resistenza, nel Dodicesimo secolo.
La presenza dei frati è storicamente documentata agli inizi del Trecento.
Abitavano un eremo in contrada Nocille, oggi non bene individuata, anche se l’Attardi cerca di fissare con precisione il luogo, scrivendo che si trovava sotto la montagnola chiamata di Cannatino.
L’eremo, che distava sei miglia dal centro abitato, prendeva il nome dal santo cui era dedicata la chiesetta: San Bartolomeo apostolo.
            Proprio perché così distanti dal paese, gli agostiniani disponevano di un punto d’appoggio più vicino al centro abitato per il disbrigo dei loro affari, anche se non si trovava nell’agglomerato urbano, ma nel nascente borgo: era la chiesa di San Leonardo.
Accanto al tempio, doveva trovarsi un conventino per le necessità dei frati in trasferta.
L’esistenza di un affresco sul muro interno [...]

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