Finanza, mercato e islam, fra strategia della tensione e geopolitica del caos di Eugenio Orso

Se dovessimo credere alle fiabe, come dei bravi bimbetti condizionati, diremo che l’orco è l’islam, mentre l’eroe, il buono, è l’occidente neocapitalista del libero mercato e dei diritti umani, in grado di affrontare e sconfiggere l’orco cattivo.
In verità, non essendo bimbi creduloni, sappiamo bene davanti a noi ci sono ben due orchi cattivi che procedono appaiati.
Il primo, l’islam, è stato evocato e sostenuto dal secondo, l’occidente neocapitalista prodotto dalla finanza criminale, dal mercato globale, dall’individualizzazione anomica e dai diritti astratti in habitat liberale (concessi a tutti giacché evanescenti, a costo zero).
Se un tempo, la principale libertà capitalistica a detta dei vecchi comunisti, in una semplicistica reductio ad unum, era quella di morire di fame, oggi la libertà, frutto dei diritti umani e civili, è quella di “tenersi a disposizione” delle élite, come un vero e proprio bestiame umano, per lavorare a costi sempre più bassi, per morire di fame, oppure per ingrossare le file dei profughi e degli emigranti per ragioni economiche, fra i quali un numero sempre maggiore d'italiani.
L’orco numero uno della “fiaba” geopolitica, il più potente in assoluto, ha favorito (e addirittura preparato il terreno per) l’avvento dell’orco numero due, sanguinario e integralista, a vocazione globale esattamente come il suo padrino, cioè il sunnismo wahabita e salafita sponsorizzato da sauditi, qatarini, emiratini, turchi, “evolutosi” nel tempo dai fratelli musulmani fino allo stato islamico.
La gestazione dell’orco numero due, cupamente religioso fino al fanatismo, se non addirittura satanista, ormai ben connotato anche dal punto di vista ideologico, è partita dagli anni ottanta, e il mostro stragista è cresciuto con la sconfitta delle forze panarabe, laiche e socialiste in tutto il mondo arabo (la Siria e forse l’Egitto, nonostante l’avvenuta defenestrazione di Mubarak, sono gli ultimi superstiti).
Basta andare indietro nel tempo di un buon trentennio, per scoprire che gli Usa, con altri occidentali, hanno alimentato la guerra santa in Afghanistan e rifornito di tutto punto i primi gruppi jihadisti (Bin Laden e compari) in funzione anti-sovietica e anti-kabulista, utilizzando l’orco integralista per impantanare ancor di più l’Urss nel suo Vietnam.
Erano altri tempi, ovviamente, ma il respiro globale dello scontro fra i blocchi Usa-Urss ha comportato l’appoggio occidentale, capitalistico e in seguito neocapitalistico, alla guerra santa [...]

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