Fini come Balotelli

Se Fini fa la fine di Balotelli     Balotelli che getta sdegnosamente la maglia a terra mandando a quel paese i tifosi, Fini che punta tesissimo il dito contro il Cav sparando a zero sul proprio partito, sono queste le due istantanee di una settimana certamente intensa ma profondamente irrazionale, a tratti davvero incomprensibile.
Perché il gesto di Balotelli arriva dopo che la sua squadra, l’Inter, ha strapazzato i campioni di Spagna, d’Europa e del Mondo, e la polemica di Fini scoppia al termine di una sonora vittoria del PdL alle ultime elezioni, contro ogni sondaggio o pronostico.
I due sembrano davvero accomunati da singolari coincidenze: proprio come Balotelli gioca nell'Inter sebbene di fede milanista (reo confesso, diciamo) anche Fini milita nel PdL ma si sente nel cuore un perfetto radical-chic.     Balotelli teme di rimanere schiacciato dall'ombra di altri campioni e per ritagliarsi una personalissima visibilità si è messo contro spogliatoio, tifosi e società, tutti quelli cioè a cui deve la propria affermazione.
E' talmente poco interista che dopo un gol non esulta mai. Fini altrettanto, fa pesare la propria rilevanza politica proprio all'ambiente che di quella rilevanza fu autore, quella nuova squadra che lo strappò dal settarismo fascista per “ripulirlo” e trasformarlo in stimato uomo delle istituzioni.
E anche lui, quando i suoi vincono, non ride mai, è sempre scuro, torvo (oltre che abbronzato, visto che da qualche anno ha preso l'abitudine, certo poco littoria, di lampadarsi come i tronisti).
Destini incrociati quello del giovane (e turbolento) Balotelli e del non più giovane (ma altrettanto turbolento) Gianfranco.
Con la differenza che le intemperanze narcisistiche sono a 19 anni accettabilissime, a 58 un po' meno.
E il Cav non è paziente come Moratti.
L’oste  

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