Finzioni spettacolari e realtà tragiche

Qualche giorno fa i tagliagole dell’Isis ci hanno regalato le immagini dell’ennesima “dimostrazione della (loro) civiltà”….
il video terrificante della distruzione di decine di statue millenarie del museo di Mosul.
La reazione di qualsiasi “essere umano” di fronte a tanta animalesca barbarie non poteva che essere l’indignazione.
Invece NO! È bastato che dopo poche ore Eleanor Robson, che dirige il dipartimento studi sull’Iraq del British Museum, rendesse noto “che gran parte delle statue originali sono state trasferite da tempo a Baghdad” che subito hanno ripreso fiato i pacifinti e i complottisti antioccidentali: “Statue distrutte da ISIS: a sbriciolarsi è la credibilità dei media” “La scena dell'ISIS che distrugge il museo è spettacolo e finzione.
Cosa c'è dietro questa manipolazione del pubblico 'dodicenne' occidentale ? “ Premesso che, al di là dell’autenticità o meno delle statue, è il “gesto” che deve indignare … premesso che solo pochi giorni fa alla Biblioteca nazionale di Mosul sono andati distrutti circa 8000 documenti, (molti manoscritti del XVIII secolo, libri siriaci e del periodo Ottomano, nonché giornali iracheni dei primi del Novecento) sempre per mano dei “civilissimi tagliagole” …  premesso che queste azioni si configurano come un vero e proprio “genocidio culturale”, teso alla distruzione dell’eredità culturale associata a gruppi etnici, religiosi o politico-intellettuali … mi chiedo, con quale faccia un “fiancheggiatore dell’idiozia” può scrivere: “ Vi invito poi a ragionare su come sia possibile che il califfato, i tagliagole più sanguinari della storia, i pericolosi estremisti islamici che minacciano l'occidente seminando orrore, che dispongono di milioni di dollari di finanziamenti, un reparto dedicato alla comunicazione mediatica che fa invidia a hollywood, si siano così clamorosamente sbagliati e si siano accaniti con martelli e picconi su delle statue in gesso senza valore.
Tutto questo sarebbe ridicolo se non facesse emergere un tremendo sospetto: ovvero che i mass media, nella migliore delle ipotesi, non siano in grado di fornirci un'informazione corretta su quello che succede, nel peggiore che siano volontariamente coinvolti nel creare un clima di terrore, in questo caso divulgando notizie clamorose nella maniera più eclatante possibile per poi ridimensionarle nella maniera più timida possibile …” Evidentemente, per l’idiota in questione, la demolizione talebana delle statue buddiste in Afghanistan nel 2001 (in [...]

Leggi tutto l'articolo