Firenze: A misura di libro

Nel 1964 aveva inizio l’avventura editoriale di Ferruccio Marchi con la nascita delCentro DI, maison d’edition nel cuore dell’Oltrarno, che sin dall’inizio si è imposta per le innovative soluzioni grafiche ed editoriali oltre naturalmente che per la qualità delle edizioni riguardanti il mondo dell’arte nei suoi molteplici aspetti.
In una Firenze piuttosto chiusa che all’arte contemporanea preferiva sicuramente la Biennale dell’Antiquariato, il Centro Di si è inizialmente manifestato con la collana, "Contemporanea”, di libretti tascabili di piccolo formato da vendere sia in edicola, sia in libreria, riguardanti fatti, idee e personaggi della contemporaneità.
È del 1967 il catalogo della grande mostra organizzata a Palazzo Strozzi da Carlo Ludovico Ragghianti Arte moderna in Italia 1915-1935: un volume innovativo per l’epoca con un’impostazione grafica al di fuori degli schemi consueti.
Il libro di forma quadrata utilizza un carattere "bastone” moderno, quindi senza "grazie”, e questo diventerà poi una consuetudine per certa editoria d’arte degli anni a venire.
Sono del Centro DI i cataloghi delle mostre più all’avanguardia degli anni Settanta da Amore mio a Montepulciano, evento insolito del quale il curatore Achille Bonito Oliva diventa il regista e gli artisti dei veri e propri protagonisti dell’esposizione.
Seguono il catalogo della mostraContemporanea del 1972, sempre curata da ABO, e allestita nel parcheggio romano di Villa Borghese; Italy: The New Domestic Landscape.
Archivements and Problems of Italian Design, forse uno dei più importanti e rivoluzionari volumi prodotti che ha accompagnato il trionfo del design italiano negli Stati Uniti, poi il catalogo di Volterra ’73 curato da Enrico Crispolti, mostra che vedeva grandi sculture contestualizzate negli spazi urbani della cittadina toscana e quello di Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959 a cura di Germano Celant, mostra dedicata agli artisti contemporanei italiani che si tenne al Centro Pompidou a Parigi nel 1981.
Se negli anni Settanta il bianco e nero ha prevalso nella scelta delle copertine e nella stampa dei libri, dagli anni Ottanta i volumi si caratterizzano per le copertine colorate, sempre molto composte ed equilibrate dove, talvolta, non manca l’intervento di colori accesi, squillanti e quasi smaltati.
Il Centro DI dà vita e presta attenzione nei suoi volumi a una sorta di design editoriale e la scelta della casa editrice rivela un amore per la storia dell'arte contemporanea che va al di là [...]

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