Firenze: A.S. Landor.

Attraverso una serie di piccole tavolette dipinte a olio con mano sicura e ottima tecnica esecutiva, Savage Landor (1865-1924), fiorentino di nascita ma cittadino del mondo, già dagli ultimi decenni dell’Ottocento, documenta i suoi avventurosi viaggi, dal Giappone al Tibet, dalla Corea al nord Europa, dall’Africa all’Australia.
Se la sua formazione iniziale è quella di pittore – fu infatti allievo di Stefano Ussi – la sua passione è l’esplorazione di un mondo ancora sconosciuto.
In un’epoca in cui affrontare spostamenti in terre lontane era cosa per pochi, Landor, esile e mingherlino nel fisico, girovagava per il mondo in compagnia dell’occorrente per dipingere e dell’inseparabile pistola che sappiamo tenesse sempre in tasca per difendersi in caso di aggressioni.
Nipote di quel Walter Savage Landor scrittore inglese nato sul finire del Settecento e amico del pittore Wistler, in vecchiaia ritornò a Firenze da cui era partito per riordinare le "idee” e le "memorie”.
Personaggio intrigante e poliedrico, grande raccontatore, si dice che sia la regina Vittoria, sia Gabriele d’Annunzio ricercassero la sua compagnia per farsi narrare le sue avventurose storie.
Landor fece dei viaggi eroici, narrati poi nella sua autobiografia – uscita nel 1924 – nella quale racconta e descrive le mille avventure di cui è stato protagonista.
Fluido nello scrivere, la sua indole di giornalista la manifestò anche nei molti "resoconti” di viaggio che era solito illustrare con disegni e schizzi di prima mano.
Ci è giunta infatti una cospicua quantità di materiale (appunti, note, disegni) ancora in parte da ordinare dal quale affiorano ricordi, usi e costumi di un mondo ormai scomparso.
Abile nel ritratto quanto nel paesaggio Landor usa la pittura per fissare dei momenti particolari, frammenti di vita di popoli lontani ed episodi talvolta anche molto crudi.
Da vero cronista, attraverso il pennello narra, racconta, documenta come se utilizzasse delle "istantanee”.
Grazie alla pittura, con stile tipicamente ottocentesco – pennellata larga e compatta e tratto veloce e sicuro – ci lascia intriganti reportage di viaggio freschi e immediati.
(Enrica Ravenni per exibart) strumenti

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