Firenze: Agli Amici della Musica

Apprezzatissima dal pubblico, anche quest’anno torna la maratona organistica proposta dalla rassegna O flos colende al grande organo Mascioni del Duomo di Firenze.
L’appuntamento è per Venerdì 9 Maggio (inizio eccezionalmente alle 20.30), con una no-stop di capolavori e rarità pensata per valorizzare questo formidabile strumento, capace di una voce spiccatamente sinfonica e di una potenza sonora di ben settemila canne.
Alle tastiere del Mascioni – organo unico in Italia e fra i pochissimi al mondo con tali caratteristiche – si siederanno, l’uno dopo l’altro, ben tre celebri organisti, ciascuno impegnato in un autentico tour de force di bravura e virtuosismo (il pubblico potrà però decidere se seguire l’intera maratona o scegliere fra le tre parti in cui si articola).
Apre la maratona il brasiliano Fernando Gabriel Swiech, classe 1976, organista di tre importanti chiese di Amburgo, apprezzato per l’estro latino unito al rigore tedesco: il suo programma guarda alla scuola francese di Franck, Saint-Saëns e Widor (una selezione dalla spettacolare Sinfonia n.5), ma si apre con il celebre preludio-corale Wachet auf BWV 645 di Bach.
Lo segue lo spagnolo Daniel Oyarzabal, pluripremiato e presente in numerosi festival europei, prossimamente impegnato nei concerti inaugurali del nuovo grande organo della chiesa dell’Università di Vienna: particolarmente variegato il suo programma, anch’esso aperto nel nome di Bach (il sereno preludio-corale Allein Gott BWV 662), e dove troviamo anche il severo dittico Introduzione e Passacaglia di Max Reger, l’intensa Pièce héroique di Cesar Franck e una trascrizione, dello stesso Oyarzabal, della celeberrima Danza dei cavalieri dal Romeo e Giulietta di Prokof’ev.
Conclude la maratona Juan Paradell Solé, anche lui spagnolo, organista titolare della Cappella Musicale Pontificia Sistina (come tale accompagna regolarmente le celebrazioni liturgiche del Papa a San Pietro).
Programma sfaccettato anche il suo, inaugurato dalla celeberrima Toccata e Fuga in re minore BWV 565 di Bach, e che prevede pure un piccola raccolta di autori spagnoli contemporanei e due accattivanti trascrizioni: la prima è il Cigno dal Carnevale degli animali di Saint-Saëns, la seconda (realizzata dal noto organista Jean Guillou, anche lui acclamato ospite di O flos colende) la Danza della fata confetto dallo Schiaccianoci di Cajkovskij.

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