Firenze: Confini 08

  L'Assessorato alla Cultura della Provincia di Firenze promuove nel capoluogo toscano la mostra fotografica "CONFINI 08" presentata da PhotoGallery e MassenzioArte, da anni impegnate nella promozione della fotografia di ricerca.
Questa è l'ottava edizione della rassegna annuale dedicata alla fotografia creativa.
Per la prima volta quest’anno la rassegna sarà presentata anche a Milano, Genova e Trieste, oltre che nelle sedi storiche di Firenze e Roma, e in quelle di Torino e Palermo che già l’hanno ospitata nella precedente edizione.
L'esposizione (Galleria Via Larga, via Cavour n.7 rosso) inaugurerà il ciclo delle mostre della stagione 2010-2011 il giorno 1 settembre 2010 alle 17.30 e contemporaneamente su web all'indirizzo www.photogallery.it.
"Confini 08" rimarrà aperta fino al 13 settembre.
Quattro i lavori selezionati: Catti_Vita, di Diambra Mariani e Valentina Merzi; Movimentazioni, di Luca Baldassari; Photo Booth, di Flavia Fasano; Silent Forms, di Candido Baldacchino.
Confini è ormai il principale appuntamento annuale in Italia per presentare nuovi autori fra quanti propongono un modo alternativo di immaginare la fotografia; autori forti di un proprio linguaggio, che ci mostra la loro visione della realtà.
Per tutte le info visitare il sito dell’iniziativa oppure quello di MassenzioArte o quello di Photogallery.
  Gli autori di quest'anno: Ambra Mariani e Valentina Merzi | Catti_vita Catti_vita è un lavoro sul confine tra libertà e prigionia.
Le immagini scattate nello zoo di Cali in Colombia e in quello di Berlino in Germania diventano simbolo di una condizione contemporanea di repressione sociale e politica dove le gabbie sono solo meno evidenti ma non meno condizionanti.
  Luca Baldassari | Movimentazioni Il movimento e la sua rappresentazione sono un tema caro a Luca Baldassari, che ne subisce il fascino e vuole esplorarlo ogni volta che si trova in viaggio.
Movimentazioni è la trasposizione di "figure di cose che significano altre cose", citando parole di Italo Calvino.
Dice Baldassari: "praticamente tutto si muove anche quando gli oggetti attorno a noi sono immobili.
Le loro immagini sulla retina si muovono, perchè la testa e gli occhi non sono mai interamente fermi, e il foro stenopeico come occhio è un formidabile amico nel sorprendere quel movimento che spesso noi non riusciamo o non siamo capaci di cogliere".
Ma la ricerca di Baldassari è anche ricca di poesia, grazie alla "capacità di cogliere il paesaggio in atmosfere sognanti e soffuse, di forte intensità comunicativa" come dice [...]

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