Firenze: Rolando Deval

  La Galleria Alessandro Bagnai presenta la personale Continuum di Rolando Deval.
In mostra una selezione dei recenti lavori dell’artista in carta gialla, ferro, feltro e una raccolta di disegni. Piuttosto che una rassegna di risultati tematici e formali recenti del lavoro dell'artista, l'allestimento di questo ciclo di opere si presenta come il dispiegamento di una topografia di punti di forza rispetto alla quale l'estensione spaziale della galleria diventa luogo di risonanza tra le opere esposte, rispettando la cifra espositiva nel tempo divenuta per l'artista prassi abituale. Se lo spazio dello studio è il dispositivo che permette alle forme una germinazione molteplice e sempre compresente di tutte le sue diramazioni, il campo della galleria è il dispositivo che mette questa molteplicità in condizione di manifestare il peso specifico e la dose di compiutezza di ciascun lavoro, per se stesso e in quanto elemento di risonanza tra le parti di un organismo più vasto, composto dalla totalità dei suoi elementi concreti - ferro, carta, grafite, feltro - e tutte le derive materiali e immateriali che da essi ramificano.  Se per un verso il concetto di evoluzione formale è estraneo all'artista – il cui lavoro da un paio di decenni si svolge sempre attorno agli stessi elementi fondanti e trae da essi soltanto quello sviluppo che è già presente, allo stato embrionale, nel patrimonio genetico che li costituisce – per un altro egli affida quel movimento del lavoro che va verso l'esterno, per così dire la sua andatura, a una vibrazione concentrata nel margine: il quale, sollecitato da una corrente tellurica incoercibile (che non fa distinzione tra le forze della terra e la fisiologia del corpo) diviene una linea perennemente instabile, incessantemente estensibile, mai riducibile a confine di quella realtà che di volta in volta avrebbe il compito di delimitare. Linea che in realtà non è nient'altro che uno strappo, un orlo “finemente e infinitamente” sfrangiato, come scrive Jean-Luc Nancy nel testo dedicato all'artista (presente in catalogo), “ Nulla dimora, nulla s'identifica, tutto oscilla, tutto vacilla e resta sospeso in un'indecisione grazie alla quale solamente possono aver luogo i cominciamenti, le nascite, i segni che non segnalano che i propri cenni, il fondo assolutamente reale mai fondato di ogni cosa.” La mostra si propone di comporre una mappa di stazioni nelle quali il continuum delle linee in fremito incessante, il ripetersi ossessivo delle superfici, il fluire ininterrotto delle cellule [...]

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