Fisco e aziende, tra i "paradisi" ci sono anche 4 stati Europei

La lotta mondiale alla disuguaglianza e alla povertà si dovrebbe combattere anche con l'aiuto del Fisco. Le tasse sugli utili di impresa, infatti potrebbero finanziare gli investimenti in scuole o strutture sanitarie. E invece, secondo un rapporto Oxfam, la possibilità delle aziende di avere sede e pagare le tasse in paradisi fiscali, di fatto brucia circa 100 miliardi di dollari ogni giorno.
Una cifra sufficiente a mandare a scuola 124 milioni di ragazzi e a coprire le spese sanitarie per salvare la vita di 6 milioni di bambini.
La lista dei paesi che incentiva l'elusione fiscale
Quali sono questi paesi? Alcuni sono notissimi, come le Bermuda, Isole Cayman, Singapore, Curacao, Hong Kong, Cipro, Bahamas, Jersey, Barbados, Mauritius, Isole Vergini britanniche. Ma ci sono anche insospettabili paesi europei. Olanda, Irlanda, Svizzera e Lussemburgo.
Alcuni di questi paesi si spingono addirittura a praticare aliquote fiscali nulle sui redditi delle imprese non residenti, oppure a concedere incentivi fiscali iniqui e improduttivi, oppure evitano di collaborare nei processi internazionali per la definizione di misure di contrasto all'elusione fiscale.
L'elusione fiscale delle multinazionali finisce così per pesare come un macigno sullo sviluppo dei paesi poveri. Un esempio: gli incentivi fiscali iniqui e improduttivi comportano una perdita erariale di 1,1 miliardi di dollari al giorno per il Kenya, quasi il doppio dell’intero budget sanitario nazionale. E a sua volta per compensare queste perdite, i Governi agiscono tagliando la spesa pubblica o aumentando le tasse sui consumi. E quindi colpendo anche di più i più poveri.

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