Fitch manda l’Italia in serie BBB+: declassata e con previsioni nere

  L’agenzia internazionale taglia il rating dell’Italia di un livello: «Colpa dell’esito non decisivo delle elezioni politiche e di una recessione fra le più profonde in Europa» di Andrea Accorsi   Nuova batosta sui conti del Paese lasciati in eredità dal governo dei “tecnici”.
L’agenzia Fitch ha annunciato di aver abbassato a BBB+ il rating sul debito sovrano dell’Italia.
La scelta, si legge in una nota dell’agenzia internazionale di valutazione del credito e rating, è motivata da una serie di fattori non solo economici.
A cominciare dall’esito «non decisivo» delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.
Poi, concorrono a questo ribasso della nostra affidabilità finanziaria i dati del quarto trimestre 2012 «che confermano come quella italiana sia una delle recessioni più profonde in Europa», uniti alla considerazione che nel 2013 il rapporto tra debito e Prodotto interno lordo potrebbe toccare il 130 per cento (rispetto alla stima precedente del 125%).
E, ancora, il fatto che un «governo debole potrebbe essere più lento e meno capace di rispondere agli choc economici interni o internazionali».
Nonostante il taglio di un livello, da A- a BBB+, Fitch sottolinea come il rating dell’Italia rimane a livello di investimento, dal momento che l’economia nazionale resta «relativamente ricca, diversificata e con alto valore aggiunto, con un livello moderato di indebitamento del settore privato».
Inoltre, ricorda l’agenzia, «l’Italia ha compiuto progressi concreti negli ultimi due anni grazie al consolidamento fiscale» mentre le misure già adottate «dovrebbero essere sufficienti a ridurre ulteriormente il deficit di bilancio 2013».
Inoltre Fitch evidenza come punti di forza i ridotti rischi legati al settore bancario e il sistema pensionistico «sostenibile», oltre alla «flessibilità e resistenza» mostrata dal debito sovrano italiano.
Nella nota in cui Fitch annuncia il declassamento dell’Italia, l’agenzia di rating ha infine stimato una contrazione del Pil per l’Italia dell’1,8% e il rapporto deficit/Pil al 2,5% nel 2013.
  dalla Padania del 9.3.13  

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