Flashback

Stasera mentre mettevo la roba in lavatrice e mi apprestavo a lavare quei pochi piatti che erano nel lavandino, la televisione era accesa e senza dargli attenzione visivamente, ho sentito una musica conosciuta.
Era quella romanesca della quale non ricordo il titolo ma che ha il ritornello che dice: Nannì....nannì! La voce mi sembrava quella di Claudio Villa.
Mi hanno chiamato Claudio perchè sia a mio padre Fausto(romano doc)  e mia madre Carmen (reggiana doc) piaceva Villa.
Ma la natura non mi ha dotato la sua voce e il suo carisma.
Sono però simpatico un casino.
Stavo ascoltando quella canzone in lontananza quando hanno cominciato a riaffiorarmi ricordi legati unicamente a mio padre.
Io mio padre non posso non accumunarlo a Roma.
Oltre anche se in modo molto anomalo è stato una parte della mia vita.
Una parte perchè i miei genitori, quando io avevo solo 2 anni , hanno deciso di separarsi. Noi famiglia (cazzo,come mi suona strana sta parola) abitando unita a Reggio, con la separazione, mio padre tornò a Roma e mia madre proseguì la sua vita quì.
Io come un pacco venni spostato un anno a Roma e un anno a Reggio.
Così andò avanti fino a che io raggiunsi l'età della "ragione".
Cazzo ridi ? A quel punto decisi che era arrivato il momento di fermarmi.
Scelsi deve stare e con chi.
Optai per mia madre mi stabilii definitivamente a Reggio.
Roma però è sempre mia come io sono di Roma. Torniamo alla canzone.
Mi è ritornato alla mente quando io piccolissimo 3/4 anni (strana sta cosa però!) ero in giro per il quartiere, San Lorenzo fuori le Mura, con mio padre . Mi diceva: Viè a ppapà! Mi porgeva in mignolo della mano e mi ci attaccavo.
Mi insegnava a parlare romanesco.
Mi parlava della Roma ed io guarda caso da sempre sono romanista.
Mio madre lavoratrice emiliana di sinistra, mio padre scaricatore e poi icona dello Scalo San Lorenzo di sinistra, io non potevo non essere di sinistra.
Poi anche le amicizie quì a Reggio hanno influito non poco per le scelte politiche.
Mio padre mi mostrava come un trofeo.
Ero l'erede.
l'unico erede maschio della famiglia. Sono l'unico maschio oltre a mio figlio a portare il cognome della nostra famiglia e a poterla far proseguire.
Io ho dato.
Il futuro a mio figlio.
Non nascondo però che qualche altro figlio non mi dispiacerebbe.
Altre piccole cose mi ritornano in mente. Mi ricordo nitidamente che quando parlavo a mia madre di mio padre piangeva . provavo un dispiacere enorme.Non capivo il perchè e non sapevo cosa fare. Nonostante il tempo passato [...]

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