Forme di vita extraterrestre al silicio e alieni al plasma. Alcune autorevoli ipotesi sulla "vita inorganica"

La vita sulla Terra, per definizione, è di tipo organico, cioè basata sul carbonio.
Una particolarità del carbonio è la capacità di formare catene di atomi di varia lunghezza, anche cicliche.
Tali catene sono alla base degli idrocarburi e di tutti composti organici.Il carbonio è una componente vitale di tutti i sistemi viventi conosciuti e senza di esso la vita come la conosciamo non esisterebbe. Eppure, alcuni astronomi cominciano a credere che nell'universo, dove potenzialmente nulla è impossibile, possano essersi sviluppate forme di vita inorganiche, cioè basata su una chimica non legata all'atomo del carbonio.La base proposta più comune è il silicio, in quanto questo elemento possiede alcune proprietà chimiche simili a quelle del carbonio.
Delle varie molecole identificate nello spazio interstellare fino al 1998, 84 sono basate sul carbonio e 8 sul silicio.Inoltre degli 8 composti a base di silicio.
È possibile che composti al silicio possano essere biologicamente stabili in certe condizioni ambientali esotiche, o in congiunzione col carbonio o in un ruolo meno direttamente analogo.Nel 1959, il celebre astronomo e cosmologo di Cambridge Fred Hoyle, pubblicò un affascinante racconto di fantascienza chiamato “La Nuvola Nera”, una lettura obbligatoria per tutti gli appassionati della fantascienza “hard”.Nel suo racconto, Hoyle immagina gli eventi che seguono la scoperta da parte di alcuni scienziati di una gigantesca nuvola polvere interstellare che si muove all'interno del Sistema Solare, la quale minaccia di distruggere la quasi totalità della vita sulla Terra, oscurando le radiazioni del Sole.Ad un esame più attento, gli esami scoprono che ma mastodontica nebulosa oscura è in realtà un superorganismo, esponenzialmente più intelligente degli esseri umani, nel quale le singole particelle interagiscono tramite segnalazioni elettromagnetiche simili all'interazione delle singole cellule di una forma di vita multicellulare terrestre.Si tratta di una lettura intrigante ed appassionante, se non altro per il fatto che siamo di fronte allo scritto, se pur di fantasia, di uno dei padri della cosmologia contemporanea.
Per certi aspetti, il racconto di Hoyle si può intendere come una sorta di “romanzo scientifico”, ossia la descrizione di una teoria scientifica nella forma letteraria di un romanzo.Effettivamente, la riflessione di Hoyle apre alla possibilità che tali forme di vita estremamente esotiche (almeno per i nostri parametri) possano pascolare all'interno del nostro universo.Partendo dalle [...]

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