Foxy Lady

La finestra della mia camera è situata a sud.
Un acero vestito a festa entra e lo posso quasi toccare e sulla fioriera ci sono i gerani rossi.
La mattina le colombe vengono a fare i suoi versi sopra e mi svegliano.
Non mi danno fastidio.  A te davano tanto i maledetti piccioni che sporcavano Venezia.
L'estate scorsa.
E' una delle poche cose che ricordo di te.Non ho mai voglia di alzarmi e riesco solo a farlo al pensiero dell'odore del caffè.
Penso al caffè che rimbalza nelle pareti di altre case, a nord.Le cose da fare sono tante, ma la lentezza mi culla e mi dà l'idea di smussare gli angoli.
I miei.
So di essere spigolosa.
Anche fisicamente.
Dicono che la maternità gli smussa.
Ma io credo che dopo un tempo riemergi come sei sempre stata.
Inquieta.
Scrivo tanto, con la speranza, brutta malattia, che scrivere diventi la mia unica occupazione.
Scrivo con la mente, mentre mi dò da fare in casa, mentre lavoro e mentre la sera fumo una sigaretta in veranda.
In realtà m'interessa solo scrivere, il resto mi sfiora appena.
Mi dico che passerà, ma so che in realtà, non passa mai.
Le stagioni vegetali rifioriscono.
E' la mia indole e devo imparare ad accettarla.
A farla sentire a casa.
Per sentirmi a casa io.
La mia vita si srototola.
Metà più uno.
E tu non arrivi.
Forse eri arrivato un po' in tutti loro, forse gli angoli erano ancora troppo spigolosi e forse ho morso la vita troppo forte.
Devo imparare ancora tante cose, non è un alibi.
Devo imparare ancora a perdonarmi.
Foxy Lady non fa più scintille.

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