Francesco - Ventesima parte

  Avrebbe fatto di tutto per poter tornare indietro per non aver mai compiuto mai quel passo.
Era un uomo sì ed era debole.
Non aveva saputo tenerle testa, lei era così migliore di lui.
Non avrebbe dovuto ascoltare i suoi amici quella notte di qualche settimana prima, per gioco dicevano, noi tutti abbiamo un’amante e mettevano in dubbio la sua virilità.
Da quanto tempo non stringeva Elena… E Marietta non era affatto male, rotondetta e sciocchina, iniziò a corteggiarla per scherzo, qualche bigliettino, non avevano neanche consumato, qualche bacetto, per non perdere la faccia con Lorenzaccio, il Guercio e Ramon, il nuovo amico spagnolo che vantava conquiste in tutta la Castiglia e mezzo Impero.
Non voleva essere da meno ed era stato debole, Marietta era sciocca sciocca.
Era bellina ma sciocca proprio come te Disse alla ragazza discinta al suo fianco, voleva avvicinarsi e spiegarle bene quanto era sciocca Marietta ma il poco sangue che gli scorreva nell’alcool che aveva nelle vene si raggelò quando, sbagliando mira, la appoggiò sul suo seno per non cadere dallo sgabello.
Avvampò.
Si può sbagliare una volta, non due, le disse biascicando.
Ramon era stato a sentirlo per mezza sera, lo aveva fatto ubriacare ma deplorava le condizioni in cui Francesco si era ridotto.
per la moglie poi! Così lo aveva abbandonato per andare a riempirsi di gonorrea in qualche altro bordello.
Inconcepibile per quel collezionista di sottovesti piangere in pubblico per una donna, per una moglie, la compagna istituzionale, quella che doveva procreare e stare in un angolo, millantava machismo Ramon, era Castillano lui.
Ma lui non c’era la prima volta che aveva capito che Elena non era solo la sua compagna di giochi, la prima volta che aveva assaggiato il sapore delle labbra di lei, non c’era quando per la prima volta aveva sentito il contatto con la sua pelle dopo quel giorno di balli e parenti, padre Onorio aveva detto “per sempre” proprio così, lo ricordava ancora Francesco.
Lo scosse un singhiozzo, guardò la ragazza Tu non ti puoi chiamare Elena, non sai conversare come lei, li vedi? Indicò la platea di militari nella bettola.
Tutti questi omaccioni tremano ad un suo sguardo e lei non mi ha mai tradito, mai, nonostante quel maresciallo, ah lui.
Dev’essere innamorato di lei, dev’essere che mi vuole portare via Elena.
Poi trasse un plico di lettere.
Me le ha mandate lei in tutti questi anni, vedi com’è grosso il pacco? Le ho portate con me, avrei voluto che le rileggesse, che non dimenticasse, che non mi [...]

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