Francesco I de' Medici

Francesco I de’ Medici Il pensiero alchemico, considerato da molti il precursore della chimica moderna, è un antico sistema filosofico esoterico che si espresse attraverso il linguaggio di svariate discipline scientifiche lasciando numerose tracce nella storia dell'arte.Diversi sono i grandi obiettivi che si proponevano gli alchimisti: conquistare l'onniscienza, ovvero raggiungere il massimo della conoscenza in tutti i campi della scienza; creare la panacea universale, un rimedio cioè per curare tutte le malattie e prolungare indefinitamente la vita; la trasmutazione delle sostanze e dei metalli; la ricerca della pietra filosofale e così via.Tutto questo era però in realtà volto al misticismo e all'esercizio di una filosofia (scienza, in termini moderni) propedeutica al raggiungimento di uno stato metafisico di conoscenza.Essa, oltre ad essere una disciplina fisica e chimica, implicava un'esperienza di crescita o, meglio, un processo di liberazione spirituale di chi la praticava, antesignano questo dei valori e degli scopi dell’Istituzione Massonica. In quest'ottica la scienza alchemica assume connotati mistici ed esoterici, nel senso che i processi e i simboli alchemici, oltre al significato materiale, relativo alla trasformazione fisica, possiedono un significato interiore, relativo allo sviluppo spirituale. Figlio di Cosimo I de' Medici ed Eleonora di Toledo, Francesco I de’ Medici era appassionato di alchimia e molto sensibile alle opere dei maggiori chimici e alchimisti del tempo. Il centro spirituale di Francesco, al di là delle fatiche di corte e politiche, era il Tesoretto, un ambiente quadrato coperto a cupola dove già il Granduca Cosimo, suo padre, si ritirava nell’intimità solenne necessaria all’Iniziato. Per tutta la vita questo principe preferì alla cura dello stato la "Fonderia", un complesso laboratorio, ove, oltre a fondere statue e a lavorare metalli e pietre preziose si facevano esperienze alchemiche. La "Fonderia", che in origine si trovava in Palazzo Vecchio, ebbe poi una sede definitiva nel Casino Mediceo di San Marco. L’edificio, opera del Buontalenti, l’architetto prediletto del Principe, conteneva un tempo alambicchi, mortai e fornelli, intorno ai quali si affaccendavano maestri e apprendisti. Dalle stanze di questo laboratorio uscivano prodotti che sembravano miracolosi:  “Da maestri peritissimi di continuo si stillano acque di fiori odorati, et [...]

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