Francesco Storace Da Nonciclopedia, l'enciclopedia che libera la gola e calma la tosse

 Una volta Storace mi ha salvato la vita.
Dei naziskin mi stavano pestando a sangue, è passato lui e ha detto "ragazzi, può bastare".   ~ Daniele Luttazzi su Storace - I camerati: “A france', di' qualcosa di destra!”- Storace: “A froci![1]” Francesco Storace nasce a Cassino durante un'invasione fascista del paese.
Verrà fatto prigioniero dai soldati neri, che lo cresceranno nei loro riformatori politici.
Tuttora è consigliere del Duce, oltre a fare volantinaggio per il partito unico.
Vita  Storace in campagna elettorale Padre di diverse rivoluzioni, come quella dei mercati generali, la sua carriera politica si concretizzza nel 2000, quando prova ad assaltare lo Stato Pontificio, guidato ancora da Giovanni Paolo II.
L'assalto riesce, grazie all'aiuto delle prime intercettazione da lui ideate, che era riuscito a controllare grazie all'aiuto di potenti sistemi come la Rai, la Telecom e i servizi radio.
Ad aprile 2000 sale al potere nel Lazio, grazie a un colpo di stato organizzato dalla mafia e dai fascisti.
Da qui prova a essere un valido rappresentante della categoria sociale, autorizzando la pena di morte nel suo territorio, e a farsi amici i giornalisti, introducendo l'inutile Ordine dei Giornalisti, nel quale lo Stato li paga per scrivere le loro cazzate.
Viene scelto come capo parlamentare, abolendo anche l'ultima parte di sinistra che rimaneva, il Partito Democratico, lasciando l'Italia senza un'opposizione e tenendo solo uno schieramento, quello di estrema destra, che è Fascista.
Grazie all'intervento degli inglesi, scesi in Italia per la guerra sullo stretto di Messina, essi dovranno sciogliere il partito fascista, per riformarsi sotto falsa identità in Alleanza Nazionale.
In più dovrà riapprovare l'opposizione, i comunisti, al Parlamento.
Invano cercherà di mettere anche una tassa su coloro che possedevano i blog nel Web, ma per fortuna non è passata.
Riesce a entrare nel sistema antimafiacome spia degli stessi mafiosi, e ai più ricercati di loro permette di lasciare l'Italia per andare inAmerica.
Provera a essere assessore alla cultura con Vittorio Sgarbi, ma la cosa non durerà più di una settimana, visto che Storace rifiutava l'idea di essere Fascista.
Perderà il suo comando sul Lazio, grazie a un colpo di Stato Comunista comandato da Piero Marrazzo. Berlusconi, per non farlo triste, decide allora di affidargli il Ministero della Sanità.
È lui il principale responsabile dei disagi dell'Umberto I e dei vari scandali negli ospedali.
Viene [...]

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