Francesco tra gli scappati e scampati

il 16 aprile, sabato prossimo, papa Francesco farà un giretto.
andrà a Lesbo.
una isoletta greca, diventata una delle isole più popolose di rifugiati.
quando si dice rifugiati è come quando da piccoli ci si correva dietro per prendersi.
ma poi arrivi in un posto e dici "casa".
vuol dire che sei in un terreno neutro e che l'altro non può prenderti.
ma solo che qui non siamo in un gioco.
siamo nella realtà.
e la realtà è che ci sono milioni di persone che stanno scappando (da guerre, fame, violenze, ingiustizie, povertà, malattie...) e arrivano a un certo punto e vorrebbero dire "casa" ma nessuno li ascolta, nessuno se ne importa.
anzi.
vivo in Guinea Bissau da 9 anni e oramai ho l'odore dell'Africa sulla mia pelle.
ma attraverso internet cerco di seguire quello che succede nel mondo.
in questi giorni quello che mi colpisce è che la strada più europea che io conosca, il Brennero, la stanno chiudendo.
stanno mettendo dei cancelli, filo spinato.
gli Africani (e altri) arrivano in Italia e l'Austria chiude le porte all'Italia.
ma pensate che l'Austria possa essere immune da questo esodo? pensate che uno stato europeo qualsiasi possa isolarsi davanti a questo flusso umano? i confini degli stati non si vedono sulla terra, ci sono solo sulle carte geografiche e, purtroppo, nelle nostre menti egoistiche.
e poi c'è un papa, Francesco (un nome un programma di vita!!!), che va a Lesbo.
un papa che va a fare un giro, in giornata, in una terra dove non si vedono "grandi" della terra, non ci sono palazzi e ministeri...
ci sono gli scappati e gli scampati.
va a visitare e a sedersi a tavola con coloro che non hanno niente, neanche la speranza, che sono scappati dalle loro terre in cerca di vita, di una vita ragionevole, possibile.
va a dire una preghiera per le migliaia di persone che sono state seppellite nel mare Mediterraneo, senza una preghiera, senza la presenza dei loro cari, senza la possibilità di mettere un nome su una lapide.
questi sono gli scappati ma che non sono scampati.
è una storia triste questa, molto triste.
chiaramente io la vedo da questa parte.
chiaramente io la vedo con l'odore di Africa sulla pelle.
e mi fa male, molto male.
mi fa male come quel cancello sulla strada del Brennero, mi fa male come quelle porte chiuse davanti alle necessità degli altri.
mi fa male come quegli occhi chiusi (e cuore chiuso) del levita e del sacerdote che hanno visto quell'uomo mezzo morto e non si sono fermati a soccorrerlo ma hanno tirato dritto preoccupati di risolvere i loro problemi.
Francesco è un buon samaritano [...]

Leggi tutto l'articolo