Francia, caos politico sul Jobs Act. Pugno duro del premier Valls e i deputati lasciano l'aula

(Teleborsa) - Pugno duro della Francia sul Jobs Act.
Il premier Manuel Valls ha annunciato il ricorso all'articolo 49-3 per superare le difficoltà che il testo del provvedimento sta incontrando in seconda lettura. L'articolo costituzionale permette al governo francese di adottare una legge senza passare per il voto del Parlamento, salvo una mozione di censura dei deputati nelle 24 ore successive.
La scelta del premier non è stata presa bene dall'opposizione di destra che abbandonato il Parlamento per protesta. Tutto ciò è accaduto nella dodicesima giornata di mobilitazione nazionale contro la riforma del lavoro. Secondo il sindacato CGT, che guida la rivolta, il numero di persone scese in piazza oggi pomeriggio a Parigi sono 45.000, mentre la questura citata dal quotidiano Le Figaro, ne stima un massimo di 7.500, comunque in calo rispetto alle precedenti proteste.Intanto, si fa sempre più incandescente il clima nei corridoi politici.
La deputata del Partito socialista, Karine Berger ha chiesto le dimissioni del premier Valls.
Berger ha dichiarato che non voterà una mozione di censura contro il governo, ma ritiene che Manuel Valls non abbia alcuna legittimità.

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