Francia, il centrodestra ormai sull'orlo di una crisi di nervi

Parigi (askanews) - Centrodestra francese sull'orlo di una crisi di nervi.
Franois Fillon, vincitore delle primarie, ha ribadito che non intende ritirarsi dalla corsa all'Eliseo, nonostante lo scandalo degli impieghi fittizi di moglie e figli che minaccia di trascinarlo in tribunale, mentre l'ex premier francese Alain Juppe' ha confermato, una volta per tutte, che non si candidera' alle elezioni presidenziali.
Procediamo con ordine.
Fillon nel corso di una grande adunata popolare a Parigi, organizzata al Trocade'ro, nei pressi della Tour Eiffel, ha voluto plebiscitare la sua decisione di continuare la campagna elettorale, arrigando i suoi sostenitori.
'Miei cari compatrioti, dicono che sono solo, vogliono che sia solo.
Ma noi siamo soli...?' 'Mi attaccano da tutte le parti' ha proseguito Fillon, dopo il no oceanico della folla.
'Ma, in tutta coscienza, devo ascoltare voi, ascoltare questa folla immensa che mi spinge ad andare avanti.
E devo anche interrogarmi su quelle persone che manifestano dubbi e abbandonano la nave.
La loro responsabilita' e' enorme, come la mia...'.
Il candidato del centrodestra ha poi ribadito la sua decisione anche in un'intervista alla rete televisiva France 2, in cui ha risposto seccamente 'no' alla domanda se avesse intenzione di ritirarsi dalla corsa all'Eliseo, nonostante lo scandalo che lo ha travolto.
'La mia candidatura e' sostenuta da una maggioranza degli elettori di centro e di destra, come dimostrato nel comizio di Parigi al quale hanno partecipato decine di migliaia di persone', ha ribadito Fillon, 'e nessuno puo' impedirmi di essere candidato' ha concluso.
Dal canto suo, l'ex premier francese Alain Juppe', il sindaco di Bordeaux battuto da Fillon alle primarie ma sollecitato da piu' parti a toglierle le castagne dal fuoco del centrodestra, ha confermato che non si candidera' alle elezioni presidenziali, malgrado la crisi scatenata dal 'Penelopegate' che sembra avere messo in ginocchio la candidatura di Fillon.
'Non intendo impegnarmi in negoziati partigiani e in mercanteggiamenti vari di poltrone' ha dichiarato pubblicamente Juppe'.
'Per un gollista, non e' questo lo spirito delle elezioni presidenziali.
Non sono quindi oggi in grado di costruire il necessario concorso intorno a un progetto federativo ed e' per questo che confermo, una volta per tutte, che non mi candidero' alla presidenza della Repubblica'.

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