Frane, il sindaco Granata chiede l'intervento del Prefetto e di Loiero

Il sindaco di Belvedere Marittimo, Enrico Granata, facendosi interprete dei tanti disagi di privati e aziende, ha chiesto un incontro al presidente della Giunta Regionale e al prefetto di Cosenza in merito ai danni provocati dal maltempo dello scorso inverno e al riconoscimento delle spese sinora sostenute.Gli interventi erano stati avviati dopo l’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri nr.
3741 del 18 febbraio 2009, recante i “primi interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi avversi che hanno colpito il territorio della regione Calabria”.
“Questo ente – scrive Granata – ha subito notevolissimi danni sia alle infrastrutture pubbliche che alle abitazioni private” a ciò sono seguite le relative ordinanze sindacali.
“A tutt’oggi nessun provvedimento di riconoscimento dei danni è stato adottato dalla protezione civile regionale, anche nei confronti delle numerose famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie case e che sono, al momento, alloggiate in abitazioni private in locazione.
Le ditte che hanno eseguito i lavori – prosegue Granata nella lettera – investendo notevoli risorse sia economiche che strumentali, sono sull’orlo del fallimento.
Tale stato – conclude il primo cittadino - comporta uno stato di tensione e disagio tra la popolazione belvederese”.
Un primo incontro interlocutorio il sindaco Granata lo ha tenuto nei giorni scorsi in prefettura, cui hanno preso parte anche i consiglieri di minoranza Mauro D’Aprile e Salvatore Cetraro, il responsabile dell’ufficio tecnico, Nino Scigliano e il consigliere delegato Massimo Rizzo.
Il sindaco ha portato all’attenzione degli uffici di Governo la situazione presente, affinché il prefetto si faccia portavoce presso il presidente della giunta regionale dello stato di disagio cui sono costrette a vivere 99 persone lontano dalle loro case.
La prima fase delle azioni e degli interventi volti alla rimozione delle situazioni di rischio idrogeologico sono stati avviati nella precedente amministrazione e attualmente la maggior parte di dette azioni sono sospese.
Alcune ditte interessate, pur avendo eseguito i lavori, non hanno percepito alcun compenso, creando alle stesse gravi difficoltà finanziarie.
Questi interventi inoltre sono anche necessari per mettere in sicurezza gran parte dei fabbricati su cui sono stati emessi ordinanze di sgombero ai proprietari.
La fine dei lavori permetterebbe ai cittadini di far rientro nelle proprie abitazioni.

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