Frankenstein (2015)

Il Cinecaffettino ama i classici della cinematografia orrorifica, dai canini di Bram Stoker alle cretaure sfortunate di Mary Shelley, passando per gli ululati di licantropi e le camminate claudicanti delle mummie.In questa occasione Vi propone una tazzina molto gustosa che, pur trattando un tema più che inflazionato, riesce a stupire.
Stiamo parlando di FRANKENSTEIN di Bernard Rose del 2015.
Il punto di vista narrativo si focalizza sul “mostro”, sul suo sentimento e sulla sua umanità imperfetta.
Le sue sensazioni, il suo dolore che trascende in attesa dell’incontro con la madre ogni qualvolta incontri qualcuno che lo denigri o, peggio, lo malmeni.
Provoca morte, questo è vero, ma si ha la vivida impressione che la sua sia unicamente una forma di difesa, in primis nei confronti di un’esistenza di cui ha poco chiare le dinamiche.Si prenda a titolo esemplificativo l’incontro con Tony Todd, qui nella parte del cieco suonatore.
Impara con lui l’amicizia ed il suo valore epidermico, ontolo...

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