Frankenstein - Mary Shelley

BLOG-CALENDARIO 2009- FEBBRAIO L'inverno è certamente una stagione ideale per la lettura, ma non avrei mai sospettato che un tempo freddo potesse essere un ottimo stimolo anche per la scrittura prima di conoscere la storia della  composizione di “Frankenstein” di Mary Shelley.
Questo romanzo deve infatti molto non solo al talento e all'inventiva della sua scrittrice, ma anche ad alcuni eventi fortuiti che portarono l'estate del 1816 ad essere una delle più fredde della storia, tanto da rendere tale annata famosa come “l'anno senza estate”.
Nel 1815 il vulcano Tambora nell'isola di Sumbawa, in Indonesia, diede luogo ad una delle più grandi eruzioni della storia: centinaia di metri cubi di roccia furono esplosi in aria, insieme ad un grandissimo ammasso di polvere che venne riversato nell'atmosfera.  Le polveri del Tambora si  diffusero per tutto il globo ed  agirono come un filtro nei confronti dei raggi solari, provocando una sorta di piccola era glaciale anche negli anni successivi.
E' quindi grazie ad un evento avvenuto a moltissimi chilometri di distanza da Villa Diodati, sulle rive del lago Ginevra in Svizzera,  residenza di Lord Byron, che un gruppo dei migliori poeti e scrittori del loro tempo si riunirono oziosamente al chiuso per molte settimane, a causa del maltempo, durante una freddissima estate.
Laddove un gruppo di gitanti qualunque si sarebbe limitato ad una interminabile serie di partite a carte, Mary Shelley, Lord Byron e il medico John William Polidori finirono per sfidarsi in una gara singolare, nella quale avrebbe vinto chi avrebbe composto il miglior romanzo gotico.
Lord Byron ebbe l'idea  per una storia ispirata da alcune leggende che aveva udito sui vampiri, ma poi l'abbandonò.
Il tema però interessò molto  Polidori che  scrisse “The vampyre”, breve storia che circolò poi negli ambienti letterari, spesso erroneamente attribuita a Byron, introducendo il tema del vampirismo nella letteratura inglese.
Mary Shelley scrisse invece un abbozzo di Frankenstein, storia che venne poi ripresa più compiutamente negli anni successivi ed infine pubblicata nel 1818.
Per quanto riguarda la gara,la vincitrice fu proclamata all'unanimità proprio Mary Shelley.
“Frankenstein o il moderno Prometeo” introduce per la prima volta in letteratura un tema molto interessante e certamente molto attuale ancora oggi: quali sono i limiti della scienza? Fin dove può spingersi l'uomo senza violare qualche legge fondamentale della natura? Certamente sotto l'influenza delle discussioni sulle recenti [...]

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