Frattura su riduzione consiglieri e assessori regionali

CAMPOBASSO - Riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali: basta una legge composta da soli due articoli per ottemperare al dettato dell’articolo 14 della legge 148 del 2011.
La norma di riferimento è chiarissima.
L'articolo 14 della legge 148 del 2011, sul quale si è concentrato il dibattito politico, cita testualmente: "Per il conseguimento degli obiettivi stabiliti nell'ambito del coordinamento della finanza pubblica, le Regioni, adeguano, nell'ambito della propria autonomia statutaria e legislativa, i rispettivi ordinamenti ai seguenti ulteriori parametri: a) previsione che il numero massimo dei consiglieri regionali, ad esclusione del Presidente della Giunta regionale, sia uguale o inferiore a 20 per le Regioni con popolazione fino ad un milione di abitanti ...
b) previsione che il numero massimo degli assessori regionali sia pari o inferiore ad un quinto del numero dei componenti del Consiglio regionale, con arrotondamento all’unità superiore…".
Si tratterebbe di adeguare, il nostro "ordinamento" (STATUTO) al numero dei consiglieri regionali e degli assessori regionali.
Sarà appena il caso di ricordare che il nostro Statuto regionale vigente "ordinamento" – quello del 1971 – non contiene alcun riferimento relativo al numero dei consiglieri e degli assessori regionali.
È sufficiente una legge composta da due soli articoli che stabilisce sia il numero dei consiglieri regionali che degli assessori, a valere sin dalla prossima tornata elettorale.
Nulla di più semplice, nulla di più facile per rispettare, in tempi brevissimi, il dettato del provvedimento governativo.
Eventuali modifiche statutarie radicali che, per ragioni procedurali farebbero lievitare i tempi tecnici mettendone a rischio l’approvazione - tra meno di un mese il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi sul ricorso dei consiglieri di centrodestra contro la sentenza di annullamento delle elezioni regionali dello scorso ottobre 2011 - rischiano di congelare lo status quo che oggettivamente non è più compatibile con le esigenze di rigore e sobrietà che siamo i primi a voler portare seriamente e concretamente a compimento.Paolo di Laura Frattura

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