Frequenze TV per Europa7. Il governo fa pagare alla RAI il conto salato di Rete4

  Per ora è solo un’ipotesi tecnica, messa sul tavolo del sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani (uno dei più stretti consulenti di Berlusconi nel campo dei media, dai tempi in cui collaboravano aziendalemente), ma in breve potrebbe diventare la soluzione governativa per sanare il “Caso Europa7”, ovvero: come risarcire il network privato, che a livello europeo (Alta Corte del Lussemburgo) e italiano (Consiglio di Stato) ha vinto la causa contro Retequattro-Mediaset, distribuendole le frequenze TV e risarcendo il gruppo privato con una somma che oscilla tra i 2 e i 3 miliardi di euro.
Ecco allora uscire dal cilindro magico del governo un “coniglietto strabico”: a risanare il vulnus non sarà il network privato, condannato a livello europeo, Retequattro-Mediaset, di proprietà del presidente del consiglio Berlusconi, ma la pubblica RAI attraverso la cessione di frequenze ora utilizzate dalla rete “ammiraglia “ RAIUNO.La filosofia imprenditoriale è sempre la stessa, sia che si debba affrontare la crisi dei mercati finanziari  e i crack delle banche, sia che si debba eseguire una sentenza che condanna una società privata ad alto impatto mediatico-politico: “privatizzare i profitti, pubblicizzare le perdite”!In un periodo in cui Berlusconi e Tremonti, esegeti del neoconservatorismo iperliberista ed euroscettici, si scoprono “alfieri” dell’intervento dello stato e “paladini” del coordinamento politico-economico dell’Unione Europea, suona stridulo ed ambiguo questo ricorso a far ricadere sul servizio pubblico il peso di una soluzione figlia di un macroscopico “conflitto di interessi”, anziché eseguire alla lettera i dettami delle massime istituzioni giuridiche europee ed italiane.In pratica, Europa7 potrebbe vedersi assegnate una serie di frequenze, che attualmente “distanziano i canali” sui quali viene trasmessa RAIUNO: una specie di “cura dimagrante” per la prima rete RAI, che in teoria non perderebbe frequenze analogiche utili, ma restringerebbe il suo spazio di emissione.
A favore di questa soluzione “tecnica”, si sostiene da alcune parti influenti che per la RAI non ci sarebbero danni finanziari né problemi di trasmissione.
Resterebbero però irrisolti i tempi di attuazione della “sanatoria”, l’estensione del segnale (per diventare un “canale nazionale”, Europa7 ha bisogno di una copertura dell’80% del territorio nazionale, oltre che di tutti i capoluoghi di provincia)  e l’entità del risarcimento finanziario.Secondo alcuni esperti di diritto delle [...]

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