Frida e il disabile

Ho conosciuto un disabile.
Un bellissimo uomo che in bel giorno della sua ormai lontana giovinezza passeggiava spensierato, un fatale incidente che portò via l'uso delle gambe e le gioie dell'amore fisico.  Per qualche tempo ho pensato che la sua disgrazia gli avesse permesso di capire l'essenzialità della vita.
"Se non l'ha capita lui.
Chi può averla capita"- mi son detta.
Purtroppo mi sono dovuta ricredere.
Forse perché di carattere già freddo, forse perché non educato all’amore, forse perché è stato  molti anni costretto ad amare solo se stesso sta di fatto che non ho colto nessuna capacità di dare calore nel suo animo.
La peggiore disabilità è quella d'intelletto e di cuore e purtroppo lui non era immune neanche a quella.
Purtroppo anche un disabile può restare arrogante e ragionare come un uomo senza galanteria.
 I suoi approcci, con mio enorme imbarazzo, sono stati di natura sessuale.
Mi ha detto che avrebbe preferito che fossi andata io a trovarlo nella sua città dove abitava.
R...

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