Fuggono Cai e Berlusconi. Non passa la linea di accordi separati per azzerare contratti e diritti

Il premier contro la Cgil.
Diliberto, «troppo facile attaccare i sindacati, la verità è che contro i lavoratori non si governa».
Clima di grande tensione   Oggi la maggior parte dei voli regolari, Alitalia continua a volare, grazie in prima persona ai lavoratori, ma la situazione è drammatica, rimane solo il commissario straordinario e l'avvicinarsi del fallimento, dopo che ieri la Cai ha ritirato la propria offerta e non ha accolto la controproposta firmata da Cgil e sindacati di categoria.
Le sei sigle avevano rifiutato l'offerta di Colaninno e soci che sarebbe stata un disastro per lavoratori (fra esuberi, esternalizzazioni e tagli allo stipendio) e per la stessa Alitalia (trasformata in una mini compagnia, di bandiera solo per 5 anni, probabilmente).
Cgil, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno quindi presentato una loro proposta, che venisse incontro ai soci Cai ma tutelasse tutte le categorie del personale di volo e di terra, con la disponibilità ad aumentare la produttività a parità di stipendio.
Ma a nulla è servito lo sforzo dei sindacati autonomi e della Cgil che oggi si vede piovere addosso ingiuste accuse, in primo luogo proprio dagli altri due sindacati confederali, Cisl e Uil, che erano pronti all'intesa sulla proposta della Cai, una prova di accordo separato che potrebbe essere il precedente per giocare allo stesso modo la partita sulla riforma dei contratti nazionali.
«Non ci sono alternative al piano Cai, se non il fallimento della compagnia.
E per questo le sigle sindacali che non hanno sottoscritto l'accordo, e in particolare la Cgil, dovrebbero ripensare alla loro posizione» ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, aggiungendo che possono aprirsi nuove possibilità da parte della newco, anche se di trattativa non si potrà più parlare, «perché la Cai ha ritenuto essersi esaurito ogni margine di negoziato».
Bisognerebbe chiedere al ministro quando mai la Cai ha portato avanti una trattativa, visto che Colaninno e i suoi si sono presentati con un piano già bello e fatto e una discussione unilaterale.
Il capogruppo della Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, non ha esitato a definire «un atto criminale» le scelte di Cgil e sindacati autonomi, ma l'affondo arriva anche da Silvio Berlusconi, proprio colui che ha fatto di tutto per far fuori Air France dalla partita Alitalia e che agli amici imprenditori ha messo su un piatto d'argento un'Alitalia “ripulita”, tutta a spese dello Stato e dei lavoratori.
«La situazione è drammatica, potremmo essere di fronte a un baratro - ha detto il [...]

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