Fulvio Tocco (Presidente della Provincia del Medio Campidano) scrive ai Consiglieri regionali.i

  ALLE CAMPAGNE SERVE UN PIANO STRAORDINARIO di Francesco Casula Sono definitivamente fallite ingloriosamente le illusioni e le ipotesi industrialiste, peraltro tutte giocate sulla grande industria, pubblica e privata, estranea alla Sardegna, in quanto senza stimoli per il mercato interno, senza creazione di indotto proprio perché senza alcun rapporto e collegamento con il territorio e le risorse locali.
Che dunque non ha creato sviluppo endogeno e autocentrato.
Non solo: si è trattato per lo più di industrie nere e inquinanti – quelle petrolchimiche in primo luogo –  che hanno degradato l’ambiente; devastato e depauperato il territorio, la risorsa più pregiata che l’Isola possiede; sconvolto gli equilibri e le vocazioni naturali dell’Isola; distrutto il tessuto economico tradizionale.
Senza peraltro creare lavoro: le migliaia di cassintegrati e disoccupati ne sono la testimonianza più drammatica.
A fronte di ciò occorre cambiare radicalmente rotta per intraprendere una via locale alla prosperità e al benessere: puntando sulle risorse locali, ad iniziare dall’agro-zootecnia.
Si muove in questo orizzonte la proposta del combattivo Presidente della Provincia del Medio Campidano, Fulvio Tocco, che in una Lettera aperta a tutti i Consiglieri regionali chiede che nella Finanziaria del 2013 siano previste sostanziose risorse proprio per le campagne, perché “solo con l'utilizzo produttivo del territorio, con le sue vocazioni e le sue risorse umane si può garantire la ripresa dell'economia isolana in tempi brevi”.
 E aggiunge:”Per far fronte alla precaria condizione sociale ed economica, alla Sardegna a fianco di un progetto organico, occorre un Piano straordinario, di semplice attuazione, che sappia stimolare la ripartenza con la convinzione che nella campagna cresce il futuro sostenibile.
Coltivando, si anima il territorio, si mettono in moto le attività artigianali e commerciali, si tutela il suolo e l'ecosistema, si valorizza il paesaggio e si garantisce una sana alimentazione per il consistente patrimonio zootecnico anche per le aree non seminative; s'importerà di meno e si creerà più lavoro diretto ed indiretto”.
E conclude:”Con l'impiego di ragionevoli risorse finanziarie, è possibile rendere produttivi tutti i seminativi della Sardegna e nel contempo dare una prima risposta concreta alla ripresa delle attività produttive, partendo dai comparti strategici del settore primario: cerealicoltura e zootecnia”.
Difficile non convenire.
Pubblicato su Sardegna Quotidiano del 27-3-2913     [...]

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