GIARDINI E PARADISI

di Ezio Albrile
Nel romanzo Donne senza uomini, del 1989, la scrittrice iraniana Shahrnush Parsipur riprende e trasfigura una tematica cara alla poesia persiana, quella del giardino paradisiaco, specchio terreno del paradiso celeste.
Nel romanzo abbonda l’elemento fiabesco: donne che diventano albero, donne che generano fiori, donne morte che rivivono, donne che per salvarsi dalla violenza del mondo si ritirano in un giardino di sogno, tematiche già in parte presenti nel poema di un’altra scrittrice iraniana, Forugh Farrokhzad, Un’altra nascita, del 1964.
Ma al tempo stesso il racconto della Parsipur si colloca in un preciso quadro storico e sociale: gli anni sono all’incirca quelli della rivoluzione di Mossadeq, in un Iran non ancora maculato dallo zelo sciita.
Nel romanzo accadono fatti miracolosi e donne variamente ferite si rifugiano in un giardino, dove vive Mahdokht, una delle protagoniste trasmutata in albero.
Il giardino di Mahdokht, il cui nome in persiano non a caso signific...

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