GIUSTI

Abramo credette al Signore, che glielo ascrisse a giustizia (Genesi 15:6) Abramo non fu trovato forse fedele nella tentazione e non gli fu ciò accreditato a giustizia? (1 Maccabei 2:52)   Il giusto vivrà per la sua fede (Abacuc 2:4) Abramo non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo - aveva circa cento anni - e morto il seno di Sara.  Per la promessa di Dio non esitò con incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio,  pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento.  Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.
E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato come giustizia,  ma anche per noi, ai quali sarà egualmente accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore (Paolo, Romani 4:19-24)   L’uomo realmente giusto è colui che non inganna nessuno, e non si lascia da alcuno ingannare (Carlo Dossi, Note Azzurre)   Cristo non chiama i benefattori né amorevoli né caritatevoli.
Li chiama i “giusti”.
Il Vangelo non fa alcuna distinzione fra l’amore del prossimo e la giustizia (Simon Weil, Attesa di Dio 104)

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