GOGOL BORDELLO - SuperTaranta !

Etichetta: Side One Dummy Records Prodotto da: Victor Van Vugt, Gogol Bordello Dal nome bizzarro a cui potete associare diverse cose al look estroverso dei singoli componenti tutto si può dire ai Gogol Bordello, non che non siano un gruppo di straordinaria originalità.
Innegabile che riescano ad associare in maniera completa diversi e dicotomici strumenti musicali, al fatto che passino da un sound all altro con ineguagliabile eleganza e maestria.
Il massimo che si può riconoscere a questa giovane band è il seguito di pubblico ottenuto grazie all'album SUPER TARANTA!.
Innanzitutto precisiamo il fatto che ci troviamo davanti ad una band del tutto cosmopolita: i componenti infatti provengono da diverse parti del mondo, principalmente da Russia e zone balcaniche, da Africa centro-settentrionale, Europa e America.
Tutto questo già ci fa capire quali e quante inlfuenze musicali vengono mescolate e triturate in un'unica opera.
Poi è da precisare l'anima vagabonda, nonché zingara che aleggia nella band.
Questo è fondamentale per capire che ogni singola strofa incisa nel disco, è intrisa di vita propria e scalfisce in maniera indelebile, come una frustata, l'orecchio di chi ascolta.
A seguito di non meno importanti lavori precedenti, che hanno permesso di far conoscere la band in tutta la sua creatività nonché energia in tourneé dal vivo, SUPER TARANTA ! è un album molto articolato e pieno zeppo di sonorità difficili da esprimere in poche righe.
Come prima cosa iniziamo a capire quali sono le strumentazioni utilizzate dai membri del gruppo, in maniera da capire con che cosa si compone l’ opera da loro ideata.
Innanzitutto partiamo da due chitarre, un’ acustica amplificata suonata dal cantante e un elettrica; approdiamo ad un incisivo quasi graffiante violino utilizzato come uno spartiacque tra un rock standard di chitarra-basso ed uno stile più gitano appunto.
Giungiamo poi ad una danzante fisarmonica accompagnata dalla classica batteria e percussionismi vari.
Il tutto viene completamente fuso in maniera a volte ordinata e altre volte freneticamente confusionata, in un mix che spazia da un rock oserei dire quasi classico, ad uno stile marcatamente latino, a qualche punta sebbene lontana di punk quasi contemporaneo.
Mettendoci a bordo di una barca che deve attraversare il fiume-disco, composto da affluenti quali i pezzi che lo compongono, possiamo notare in maniera palese l’alternanza di velocità e le danza della corrente dell'album: potrebbe quasi sembrare ad una lunga cavalcata di una rapide, fatta di alti e [...]

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