GOLPE ALLA TURCA

Centonovanta morti e millecentocinquantaquattro feriti è, per il momento, il macabro bilancio degli scontri armati conseguenti il fallito colpo di stato in Turchia.
Il tentativo di “golpe” messo in atto da una frazione dell'esercito contro il presidente Tayyip Erdogan, non ha avuto successo.
Dopo ore di bombardamenti e combattimenti a Istanbul e nella capitale Ankara, i militari golpisti si sono arresi.
La loro sconfitta appariva “annunciata” durante la notte, quando l'aereo di Erdogan è riuscito ad atterrare all'aeroporto Ataturk di Istanbul, solo poche ore prima nelle mani dei rivoltosi.
Sarebbero circa 2.900, i militari arrestati, per lo più di gradi inferiori.
E’ all'inizio la “pulizia” nell'esercito, con cinque generali e ventinove colonnelli già sollevati dai loro incarichi e la nomina-lampo del nuovo capo di Stato maggiore, Umit Dundar, a sostituire - almeno temporaneamente - Hulusi Akar.
Di lui, che sarebbe stato preso in ostaggio durante il golpe, persino Erdogan aveva detto di non avere notizie certe.
Poi, l'agenzia ufficiale Anadolu ha fatto sapere poco fa che è stato liberato dal luogo dove veniva detenuto, una base aerea alle porte di Ankara.
Tornato a Istanbul, il presidente si è concesso un bagno di folla nella zona dell'aeroporto.
Acclamato da migliaia di sostenitori, che ha salutato con il gesto della rabbia, mutuato dai Fratelli Musulmani, il “sultano” ha ringraziato il suo popolo per averlo sostenuto scendendo in piazza, mentre una folla festante sventolava bandiere turche e inneggiava ad Allah.
A loro, ha promesso che "i traditori" che hanno tentato di rovesciarlo "pagheranno un caro prezzo".
Alle prime luci dell'alba, la Turchia si è svegliata ancora in stato d'assedio.
L'emittente statale Trt e la tv privata Cnn Turk, entrambe occupate e poi abbandonate nella notte dai putchisti, mostravano le immagini dei soldati che si arrendevano sul ponte del Bosforo, chiuso al traffico dalla scorsa notte.
Vicino a loro, i sostenitori di Erdogan festeggiavano sopra i tank.
In mattinata, ancora scontri armati venivano segnalati in diverse zone della capitale.
N.B: Questi sopra descritti, sono i fatti: volendo indagare sulla condizione generale “politica” della Turchia, è giusto puntualizzare l’ondivaga strategia di Erdogan.
 Rappresenta la “Porta di accesso all’Europa per l’Islam” e nel contempo, confine non protetto per la penetrazione in Siria ed Iraq (confinanti).
Convogli composti da lunghe file di camion, carichi di armi, aspiranti combattenti Isis, vettovaglie, carburanti e denaro [...]

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