Galileo Galilei, tra il mito e l’umano – Divulgatore, ad Arcetri

Galileo torna nel 1634 nella sua casa di campagna di Arcetri, ricolma di libri e di manoscritti, dove riceve la visita del Granduca di Toscana.
Umiliato, abdica alla difesa della fama personale conquistata danneggiando i concorrenti, per dedicarsi a quello: che da giovane lo ha illuminato.
che di più straordinario ha fatto durante gli anni di Padova.
  Spende l'anno che segue il processo a scrivere il libro su cui poggia la sua gloria di scienziato: Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze.
Riprende gli studi del periodo di Padova, che ha abbandonato per quasi un quarto di secolo in favore dell'astronomia: la resistenza dei solidi, il moto dei gravi in generale il moto dei proiettili in particolare.
tematiche legate dal filo metodologico, sperimentale e razionale, oltre che dall'applicabilità pratica delle scoperte.
  A più di 70 anni, riscopre la sua vera vocazione lo studio della dinamica, la fisica del movimento, e la divulgazione scientifica attraverso le sue competenze letterarie e artistiche: abbandona finalmente i toni polemici e sarcastici; usa la lingua volgare; scrive ancora mediante dialoghi; pone le basi della fisica matematica, che fornirà a Newton i presupposti per la sua legge di gravitazione universal; riesce a farsi stampare in Olanda.
  I Discorsi, con gli stessi protagonisti Simplicio, Sagredo e Salviati dei precedenti Dialoghi, sono la sua opera più importante: la sintesi di una vita di ricerche; quella da cui nasce la fisica moderna; l'origine vera della sua gloria di scienziato; il riscatto dalla sconfitta e dall'umiliazione.
  Infine torna a Firenze, dove trascorre gli ultimi anni della sua vita.   

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