Genialità tra filosofia e arte

Il concetto di “genio” è presente in tutta la filosofia.
S.
Agostino nel “De Civitate Dei” (libro VIII – 13) definisce il genio come “il talento inventivo o creativo nelle sue manifestazioni più alte” amplificando tale significato a tutte le possibili sfaccettature dello scibile umano.
Solo nel Settecento la nozione di genio viene ristretta al campo artistico.
Kant (che presumibilmente si ispira al saggio di Gerard “Essay on Genius”, 1774) definisce genio “il talento di scoprire”.
Ma tale definizione si applica per Kant solo all’artista, cioè a colui che sa fare qualcosa, non a colui che conosce e sa molto in senso generale.
Anche per Schopenhauer il concetto di genio è legato al “fatto artistico”, mentre già in precedenza Fichte aggancia la concezione di genio alla filosofia.
La creatività del filosofo richiede per Fichte un “oscuro sentimento del vero” e tale sentimento è per l’appunto il presupposto del genio.

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