Genova e gli Stati Uniti al tempo di Franklin e Canefri

La notizia della morte di Benjamin Franklin giunse a Parigi, città nella quale a lungo aveva soggiornato, l’11 giugno 1790.
Mirabeau, ammalato, si precipitò all’assemblea nazionale e improvvisò un discorso:
“Signori, Franklin è morto… E’ ritornato nel seno della divinità quel genio che liberò l’America e versò sull’Europa torrenti di luce.
Il saggio che due decadi reclamano, l’uomo che si contendono la storia delle scienze e la storia degli imperi, occupava senza dubbio un grado elevato nel genere umano.
Il Congresso ha ordinato nei tredici stati della confederazione un lutto di due mesi per la morte di Franklin, e l’America paga in questo momento questo contributo di venerazione e di riconoscenza per uno dei padri della sua costituzione.
Non sarebbe degno di voi, signori, attenervi a questo atto religioso, partecipare a questo omaggio, reso, in faccia all’universo, sia ai diritti dell’uomo sia al filosofo che ha maggiormente contribuito a propagarne la conquista su tutta la terra? L’a...

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