George Harrison secondo Scorsese. Film - ritratto del 'Quiet Beatle'

La storia di un musicista, un film, un evento: tutto questo è George Harrison, Living in the material world di Martin Scorsese che per un giorno solo, giovedì 19 aprile, sarà nelle sale cinematografiche.
Il regista Usa premio Oscar non è nuovo al mondo del rock: il suo documentario The Last Waltz, tratto dal concerto d’addio tenuto da The Band è del 1976.
Più recentemente, Scorsese ha firmato altri due importanti progetti a cavallo tra musica e cinema: No direction home, dedicato alla vita di Bob Dylan, e Shine a light, realizzato insieme ai Rolling Stones.
L'occasione per presentare nei cinema George Harrison, Living in the material world è quella dei 50 anni dall’uscita del primo disco dei Beatles, il singolo Love Me Do.
Grazie a immagini rare o del tutto inedite - e alle testimonianze dei suoi amici più cari e dei familiari tra cui anche Paul McCartney, Ringo Starr, Eric Clapton, Yoko Ono, Tom Petty, Ravi Shankar, Phil Spector, la moglie Olivia (produttrice esecutiva del film) e il figlio Dhani - Martin Scorsese ricostruisce la vita e l’opera del Quiet Beatle, non mancando di coglierne l’ironia, la purezza e il carisma.
La storia raccontata dal docu-film parte dall’infanzia e si snoda attraverso l’ingresso nei Beatles a 17 anni, l’organizzazione del primo evento charity della storia della musica (il Concerto per il Bangladesh che, successivamente pubblicato, gli valse un Grammy come miglior album dell’anno),la fondazione della casa di produzione cinematografica HandMade Films (per finanziare Brian di Nazareth dei Monty Python), fino alla prematura scomparsa di Harrison nel 2001, per un tumore fulminante al cervello.
Personaggio contradditorio, fra il mistico e il rock'n'roll, Harrison è stato autore e chitarrista magistrale e dalle "retrovie" dei Beatles ha scritto alcune delle loro canzoni più belle: Something, Here comes the sun, Taxman, The inner light, Within you without you, While my guitar gently wheeps.
Numerosi anche i lavori pubblicati in seguito allo scioglimento della band, tra cui il celebre album All things must pass.

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